È pazzo? Sì, ma solo di nome…

Giampaolo Pazzini, attaccante dell’Inter in vistosa discesa nel rendimento, ha il futuro ancora in bilico. Di poche ore fa è un’offerta abbastanza sostanziosa dalla Russia, ma lui ha detto no. E intanto la “sua” Samp…

Il grande scopritore di talenti Mino Favini lo ha adocchiato e portato alla ribalta nell’Atalanta. In un paio d’anni si è fatto conoscere ed ha stimolato l’appetito della Fiorentina, formazione in cui è riuscito a farsi conoscere al grande calcio, salvo poi accusare un calo nel rendimento e nei gol, anche a causa di infortuni piuttosto seri. Giampaolo Pazzini allora è riuscito a rilanciarsi in Serie A portando grandi risultati nella Sampdoria, insieme ad Antonio Cassano che gli sfornava assist a tutto spiano.

E poi la consacrazione: il trasferimento all’Inter. Ma non la compagine vincitrice di tutti i trofei, quella di Mourinho e del Triplete, bensì quella senza capo nè coda che ha cambiato allenatori alla Zampariniana maniera, senza riuscire a venire a capo della sbornia post Triplete appunto.

Un campione come lui, del resto, alla veneranda età di ventisette anni, non può certo rimanere in penombra per troppo tempo. Ed ecco che cominciano a fioccare le richieste: rumors sul Milan, offerte dall’Anzhi (che, lo sappiamo ormai, un tentativo con i grandi scontenti lo fa sempre). Per finire con l’attualissima proposta proveniente dalla Russia, sponda Lokomotiv Mosca: dodici milioni di euro all’Inter più un ingaggio di tre milioni e mezzo di euro al giocatore. E lui? Niente, risposta negativa.

Verrebbe da dire: “Ma è pazzo?“. Niente affatto, lui al massimo è Il Pazzo. Un giocatore che suole trasformarsi in ariete tutte le volte che vede la palla avvicinarsi all’area. Uno che poi, quando insacca la sfera, vuole essere guardato dritto negli occhi, così come recita la sua tipica esultanza post gol.

E allora forse non è il tipo di farsi attirare solo dal denaro. Magari al gelo di Mosca preferisce la calura della sua Italia, il calore di casa e dei suoi tifosi. Una casa che potrebbe essere identificata nella Sampdoria, la squadra che lo ha osannato per quasi due anni e che a lui è rimasta nel cuore. Che stia pensando ad un ritorno? Noi lo speriamo, del resto i blucerchiati sono appena tornati dal limbo della Serie B e di certo hanno bisogno di un leader, uno scatenato Pazzo là davanti che porti la squadra nelle posizioni che le competono.

E se non si è ancora sicuri della volontà del giocatore, sappiamo per certo che la controparte, nella fattispecie il neo tecnico della Samp Ciro Ferrara accoglierebbe a braccia aperte Giampaolo: “Pazzini?A noi servirebbe una punta di peso come lui per il nostro 4-3-3 – dichiara l’allenatore – Ma non lasciamoci andare a facili entusiami e vedremo cosa succederà“.

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Nato a Catania il 10 giugno 1987, si è laureato in Scienze della Comunicazione a Bergamo, dove ha cominciato l’attività pubblicistica collaborando con Bergamo&Sport, Bergamosportnews.it e Itasportpress.it. Segue con passione il calcio a tutti i livelli.