La Top 11 degli Europei

Vediamo i migliori, ruolo per ruolo, di Euro 2012. A farla da padrona, le due finaliste Spagna e Italia che compongono sette undicesimi della formazione ideale.

Casillas: vince sul filo di lana il duello con l’altro grande numero 1 Gigi Buffon, che esce dalla finale con quattro gol sul groppone. Lui di gol ne ha preso solo uno in tutto l’Europeo. E nei pochi momenti in cui la Spagna ha rischiato grosso, vedi Rakitic, è stato decisivo.

Debuchy: ha destato una buona impressione durante la fase a gironi, poi Blanc ha voluto spostarlo sull’ala nell’opinabile formazione schierata contro la Francia rovinandogli la media, che resta comunque più che sufficiente. Vista la mediocrità generale nel ruolo, basta e avanza per entrare nella formazione ideale.

Ramos: l’infortunio di Puyol l’ha riportato al centro, che è la sua posizione di origine. Ha risposto in maniera impeccabile, risultando il difensore con il rendimento più alto di tutto l’Europeo. Mai una sbavatura. E poi quel cucchiaio ai rigori col Portogallo…

Pepe: quando vuole, sa essere un difensore con la D maiuscola. Diga insuperabile, dà solidità e sicurezza al reparto arretrato portoghese. E in più si prende anche il lusso di segnare una rete, alla Danimarca.

Jordi Alba: lo splendido gol segnato in finale, con tanto di progressione di 50 metri, suggella un Europeo già di per sé molto positivo per il forte terzino mancino, dalla spinta incessante. Complimenti al Barcellona, che lo ha appena acquistato dal Valencia.

Jiracek: ecco una delle rivelazioni di questi Europei. Il centrocampista tuttofare della Repubblica Ceca, che abbina quantità, qualità e fa anche gol. Due per la precisione, tra cui quello molto bello segnato alla Polonia. Il Wolfsburg ci ha visto giusto prendendolo a gennaio dal Viktoria Plzen.

Pirlo: ci ha deliziato con cucchiai, giocate sopraffine, assist al bacio e punizioni magistrali. Probabilmente non basterà per vincere il Pallone d’Oro ma il suo Europeo, come l’intera stagione del resto, è di altissimo livello.

De Rossi: prima in difesa e poi a centrocampo, si è messo al servizio della squadra con le sue doti di combattente nato. Sta tremando ancora il palo che ha colpito contro l’Inghilterra. In semifinale e in finale purtroppo era a mezzo servizio e l’Italia, soprattutto nella debacle con la Spagna, lo ha sentito eccome.

Iniesta: nel centrocampo tutto tecnica e fantasia della Spagna, lui è sempre quello che dà quel qualcosa in più. Sempre geniale, imprevedibile. Ma d’altronde non si scopre certo adesso. E’ il migliore centrocampista del mondo da anni.

Ronaldo: ci mette due partite per carburare e diventare, come era nelle previsioni, l’uomo guida del Portogallo. Dopo aver battuto praticamente da solo Olanda e Repubblica Ceca segnando in tutto 3 gol (e colpendo 4 pali), riesce a spaventare anche la Spagna e lascia l’Europeo con l’amaro in bocca, anche per non essere stato l’unico partecipe della lotteria dei rigori. Per colpe non certamente sue.

Balotelli: nel bene e nel male, è stato anche l’Europeo di SuperMario. Segna all’Irlanda il gol più bello della manifestazione (al pari di quello di Ibrahimovic con la Francia) e stende la Germania con una prestazione super. E’ stato di gran lunga il personaggio più chiacchierato. La prossima volta ci auguriamo possa essere anche decisivo fino in fondo.

Allenatore: Del Bosque
La vittoria di questo Europeo lo ha fatto entrare due volte nella storia: oltre a essere il ct che ha portato a compimento lo storico triplete della Spagna (iniziato quattro anni fa con Aragones), è anche il primo allenatore di sempre ad aver vinto Champions League, Europei e Mondiali. Serve aggiungere altro?

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Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 12 agosto 1979, è laureato in Scienze Politiche. Collaboratore di Sportitalia, in passato ha collaborato con siti e giornali sportivi ed è stato il responsabile della sezione calcio del sito di Eurosport.