Prandelli raggiante: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

Il ct dell’Italia Cesare Prandelli parla in conferenza stampa dopo la grande vittoria degli azzurri in semifinale contro la Germania. In attesa dello scontro frontale con la Spagna di Del Bosque per una finale mozzafiato.

Sereno, come sempre. Calmo, come suo solito. L’animo del commissario tecnco dell’Italia Prandelli può sembrare difficile da decifrare talvolta. L’allenatore bresciano continua a parlare di sassolini nelle scarpe, ma allo stesso tempo elogia il gruppo che ha a disposizione e che è riuscito ad arrivare fino in fondo agli Europei di Polonia e Ucraina.

Comincia con un augurio la conferenza stampa del ct bresciano: “A nome mio, della Federazione e dei giocatori faccio gli auguri di buon compleanno al presidente Napolitano – esordisce Prandelli – siamo orgogliosi di avere un presidente così che anche ieri ci è stato vicino“.

Il tempo è poco, solo quarantott’ore per preparare Il Match, quello che vale il titolo della competizione contro i campioni in carica della Spagna: “Avremo un giorno per prepararci in vista della gara contro la Spagna. Cercheremo di trovare i loro punti deboli. Dobbiamo preoccuparci di mantenere gli equilibri tattici e ridistribuire le forze. Proveremo a giocare come abbiamo fatto fin qui ma non solo con lo spirito giusto, anche con le idee concrete, pratiche. Non cambieremo di molto l’assetto tattico. Quello che conta sarà limitare il gioco degli avversari e continuare a fare il nostro bel gioco. Se un giorno riusciremo a diventare noi il vertice del calcio come la Spagna? Siamo all’inizio, ma non sarà per niente facile. In Italia siamo troppo volubili, cambiamo umore rapidamente da un risultato all’altro. La Spagna ha sempre giocato così, solo che negli ultimi anni si è ritrovata in organico giocatori di grosso calibro che hanno fatto la differenza ed hanno portato risultati“.

E poi i temi caldi della sfida contro i tedeschi. Dall’arrabbiatura di Buffon a Balotelli, l’uomo partita: “E’ chiaro che chi ha più esperienza sa che le partite devono chiudersi quando si può, perchè altrimenti si rischia grosso. In questo senso non posso che capire lo sfogo di Buffon. Balotelli? Abbiamo sempre detto che per noi era un giocatore importante. Mario ha poi la fortuna di essere allenato da un tecnico bravo come Mancini che senza dubbio lo aiuterà a crescere ancora. Adesso lui se riuscirà a rivivere internamente la serata di ieri vorrà sicuramente ripeterla, sa di dover lavorare anche per migliorarsi lui stesso. La sostituzione? Vedevo Mario soffrire di crampi da qualche minuto e ho temuto per uno stiramento. Poi lui ha detto di essere in grado di rientrare, ma ormai c’era Di Natale in campo. Se ho temuto che Balotelli ci facesse rimanere in dieci? Mai avuta questa paura. Quando Mario ha rimediato il primo giallo poi sapeva benissimo di doversi ridimensionare per il prosieguo del match“. E una nota anche per un’altra scommessa del ct, Antonio Cassano: “Se ho mai pensato a lasciare fuori Cassano? Mai, nemmeno per un secondo“.

Il futuro del ct, poi, è tutt’altro che chiaro, ma Prandelli cerca di abbassare i toni delle voci che si rincorrono in questi giorni: “Buffon ieri mi ha chiesto cosa fossero tutte queste dicerìe riguardo ad un mio possibile addio alla panchina della Nazionale. Mi ha fatto piacere che si sia preoccupato per me, ma comunque gli ho risposto quello che ho detto anche alla stampa, e cioè che sto solo riflettendo e valutando le possibilità, ammettendo che il lavoro quotidiano mi manca. C’è da dire, poi, che da quando ho accettato la carica di ct la qualità della mi vita si è ridotta, non ho avvertito la giusta serenità. Se mi rimangierei la mia frase sul ritirarci dagli Europei? Quella è stata una provocazione, una frasa da interpretare nel modo corretto. Noi volevamo rappresentare un certo calcio pulito e ho solo detto che se qualcuno riteneva che non ne saremmo stati capaci saremmo rimasti a casa“.

E la chiave per fronteggiare gli spagnoli è una e una sola: “Dobbiamo avere coraggio, ma anche idee. Dobbiamo costruire gioco in base a quello che proviamo in allenamento“.

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Nato a Catania il 10 giugno 1987, si è laureato in Scienze della Comunicazione a Bergamo, dove ha cominciato l’attività pubblicistica collaborando con Bergamo&Sport, Bergamosportnews.it e Itasportpress.it. Segue con passione il calcio a tutti i livelli.