La Sghimberlo cronaca di Inghilterra-Ucraina

E’ il momento di Inghilterra e Ucraina! Seguitela con lo sghimberlo!

0′ – Inni nazionali e subito la UEFA protagonista. Si gioca in Ucraina, ma la squadra di casa è l’Inghilterra. In tutto questo, i giocatori ucraini hanno cantato l’inno inglese. Gli inglesi hanno controllato l’integrità delle reti mentre la quaterna arbitrale intonava l’inno ucraino.

5′ – Ucraina che necessita di una vittoria per qualificarsi, ma deve rinunciare al suo puntero Shevchenko, che non poteva rimandare la visita dal gerontologo.

10′ – Bella l’Ucraina fino a questo momento. Come sempre, invece, l’Inghilterra necessita dei suoi 70-75 minuti per scaldarsi. Attenzione però a Rooney, al rientro con il nuovo parrucchino disegnato da Pininfarina.

14′ – Secondo il commentatore RAI, Lescott è il “Signore dei palloni alti”. Noi, per comodità, lo chiameremo Belfagor.

18′ – Siparietto RAI: “Noi aspettiamo pazientemente che qualcuno tiri in porta” – “Sì, ma è difficile che avvenga: forse qualche calcio di punizione…”. Noi italiani, abituati al gioco spumeggiante…

21′ – E intanto Gusev, per ringraziare, spara un sinistro a 280 km/h che costringe gli organizzatori a riverniciare la traversa.

23′ – All’Inghilterra basterebbe il pari per qualificarsi, e lo 0-0 è esattamente il risultato che Hodgson vuole raggiungere. Per evitare che i suoi giocatori possano casualmente segnare (come accaduto tre volte contro la Svezia) li ha bendati come si suole fare coi somari.

23′ – E questa potrebbe essere la mossa vincente.

25′ – Intanto 7 tiri a 0 per l’Ucraina. Le bende sarebbero state forse più utili se arrotolate INTORNO alle punte inglesi.

28′ – Grande cross per Rooney, il quale impatta di testa da pochi passi spedendo clamorosamente a lato. Intanto da qualche secondo il pallone sfoggia un simpatico ciuffetto castano.

35′ – E’ una partita interessante. Sarebbe anche godibile se i ventidue giocatori fossero tutti ucraini.

39′ – Possesso palla dell’Inghilterra, che indispone il pubblico con una continua melina alla ricerca disperata dello 0-0. E’ un po’ come vedere la Spagna alla moviola.

41′ – Con Lescott, Rooney e Welbeck in campo è chiara l’intenzione di Hodgson di terrorizzare gli avversari costringendoli a mantenere lo sguardo sul pallone.

43′ – L’anima di Garrincha si è nel frattempo impardonita di Yarmolenko, il quale sta tentando di dribblare qualsiasi cosa gli venga a tiro. L’arbitro lo minaccia: “al prossimo tunnel che mi fai ti ammonisco”.

45′ – Shevchenko è appena rientrato dalla visita e forse lo vedremo trascinarsi la prostata nell’area inglese durante la ripresa.

46′ – Iniziato il secondo tempo. Non ci sono cambi, ma l’Inghilterra guadagna un corner. Va Gerrard, che prima chiede istruzioni al guardalinee perché non si ricorda cosa deve fare.

48′ – Inghilterra in vantaggio con una zuccata di Rooney dopo un cross di Gerrard che è stato lisciato da tutta una dinastia di giocatori ucraini, uno dopo l’altro. Le squadre dell’est sono generose e giocano un bel calcio, ma fabbricano sempre due o tre minchiate a partita. Le squadre dell’ovest hanno capito che basta aspettare il suicidio avversario (vedi Grecia-Russia).

52′ – In questo momento, ai quarti, ci toccherebbe l’Inghilterra. E forse è il compromesso migliore. A trovare qualcosa per cui lamentarci prima che la partita cominci ci penseremo con calma durante la settimana.

54′ – Contropiede fulmineo dell’Inghilterra che piazza Rooney solo nella metà campo ucraina. La stella inglese, appesantita da quei venti chili di capelli in più che sembrano niente ma fanno, si fa recuperare e l’azione sfuma.

55′ – Francia che, intanto, sta riuscendo nell’impresa di farsi battere dalla Svezia e con ogni probabilità andrà a impattare la Spagna ai quarti. Scegliere l’avversario più agevole, per quanto visto nel girone D, è un po’ come per un seienne decidere quali caramelle gommose acquistare a una bancarella di Disneyland.

61′ – Milevskiy fallisce clamorosamente a una distanza da cui Rocco Siffredi non avrebbe avuto bisogno di usare le mani. Pochi secondi più tardi ecco il classico gol fantasma non visto dagli arbitri: stadio in rivolta e giudici di linea che, se mai ce ne fosse stato bisogno, dimostrano ancora una volta di essere utili come un asciugacapelli per pelare un chilo di patate.

62′ – I replay evidenziano come la palla fosse dentro per una distanza da cui anche Rocco Siffredi sarebbe stato inoffensivo. Blatter, i fotosensori ormai ce li ha perfino la Skoda!

65′ – A vedere il gol che Ibra ha segnato alla Francia è ormai chiaro che per segnare in rovesciata a questo Europeo occorre il qi dei coralli e un procuratore obeso.

72′ – Destro ucraino da così lontano che nessuno ha potuto identificare il tiratore. Il portiere inglese si salva, ma è piazzato talmente male che per trovarlo bisogna usare Google Hart.

75′ – Blokhin rivoluziona la squadra inserendo un difensore. L’Alzheimer è un po’ la guest star di questo Europeo 2012.

76′ – Intanto, secondo Vincenzo D’Amico, sul tiro precedente la palla “viaggiava con le onde”. Non sappiamo cosa intendesse dire, ma probabilmente abbiamo identificato il tiratore. E’ Vegeta.

80′ – Dentro Shevchenko. D’Amico lo accoglie con stima: “No, non può. Ha qualche problema”.

81′ – E in effetti, dalle analisi del sangue, i trigliceridi sembrerebbero un po’ altini.

82′ – Gerrard nominato migliore in campo. Più che altro perché supportare Parker come compagno di reparto è come portarsi Ray Charles a una sfida di paintball.

85′ – Shevchenko avrà pure problemi, ma è l’unico attaccante del gruppo D.

86′ – Mossa geniale di Shevchenko che, a centrocampo, tenta di amputare la gamba destra di Young per impadronirsene. L’arbitro gli mostra il giallo e con uno sguardo paterno sembra dirgli: “quantomeno sceglitene una del tuo colore…”.

90′ – Tre minuti di recupero. All’Ucraina servono due gol. Non è facilissimo, ma c’è sempre la possibilità che scoppi in campo il colera.

92′ – 2-0 di Larsson. Stanno montando la Francia come una cassettiera in pino svedese.

93′ – Finisce qui. Ci toccano i tipacci di Hodgson, in un Italia-Inghilterra che non si gioca in gare ufficiali da tempo immemore. Certo, senza Mckinley a mordere polpacci non sarà la stessa cosa…

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Nato a Milano l'1 giugno 1979, è giornalista da oltre 10 anni. Ha diretto due testate cartacee e pubblicato un romanzo. E questi sono gli hobby. La vita seria la passa leggendo, torturando il pianoforte e dicendo stupidaggini. Email: gallegra@mondosportivo.it