Russia, dall’euforia al baratro in 90 minuti

Tanta delusione. In una notte la Russia cancella tutto quanto di buono fatto in Polonia e lascia il passo a una Grecia che non vinceva in una fase finale di un torneo dalla finale di Euro 2004. E’ l’ennesimo capito di una squadra, come scrivevo ieri, eterna incompiuta, che non sa gestire i momenti di difficoltà e che non si impone con personalità e carattere su squadre che hanno meno qualità ma più umiltà e grinta.

Questa forse fa più male di Maribor (dove la Russia perse con la Slovenia e mancò la qualificazione al mondiale sudafricano), perché in fondo in Russia ieri alle 20 nessuno avrebbe mai creduto di non giocare i quarti di finale; e nessuno in Grecia avrebbe creduto di rimanere in corsa. E mentre la contrapposizione di ideologie calcistiche che si confrontava a Varsavia qualificava la squadra campione nel 2004 a Breslavia cechi e polacchi impattavano e davano un’ ulteriore speranza ad Advocaat e soci. Peccato che poi Jiranek freddava tutti e completava il ribaltone del gruppo A. Alla fine anche i polacchi gioivano moderatamente, preferendo ai russi una qualificazione ceca.

Analizziamo gli esordi a Euro 2008 e a Euro 2012: Spagna-Russia 4-1, Russia-Repubblica Ceca 4-1. Esito finale? Terzo posto complessivo, terzo posto nel girone. Un caso? No. Vedi lo Zenit che si squaglia a Lisbona. Il problema del calcio russo è uno solo: la testa. Tecnicamente la qualità c’è, tatticamente uomini che provengono dall’europa occidentale come Hiddink prima, Spalletti ora e Advocaat, comunque inadeguato a coprire il ruolo di selezionatore, hanno aiutato tanto.

Discorso sui singoli. Non vengo a scrivere che sono tutti scarsi, quando ieri ne esaltavo le qualità. Il problema è uno, ed è sempre stato lo stesso nel tempo. Inutile continuare a ripeterlo quindi, anche se io sono dell’idea che i punti qualificazioni siano stati persi con la Polonia. La gestione dell’1-0 è stata pessima, proprio da squadra convinta di essere già in finale. E poi con la Grecia può anche capitare la serata storta, soprattutto quando una squadra come la Russia è costretta a cercare varchi in una difesa arcigna come quella ellenica.

Ora avrà inizio il nuovo ciclo, ci sono molti giocatori over 30 e il mondiale in casa è l’obiettivo principale della Federazione Russa. Sicuramente si punterà tutto sui vari Dzagoev, Kokorin e si spera qualche volto nuovo meritevole, che Advocaat non ha mai preso in considerazione. Il grande limite del tecnico olandese è stato quello di non aprirsi mai a nuove scelte, come allo Zenit d’altronde, ma lì vinse tutto, e di fare convocazioni in alcuni casi deliranti.

Ciao ciao Polonia, porteremo sempre con noi l’occasione di un’ (ennesima) occasione persa.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it