Euro2012 – La Sghimberlo-Cronaca di Danimarca-Germania

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Scatta l’ora di Germania-Danimarca, sperando che perdano entrambe!

0′ – Sghimberlo che come sempre butta un orecchio agli inni nazionali. Splendido come sempre quello tedesco, anche se vaneggia di superiorità nazista, di fedeltà femminile e vino tedesco, cioè tre cose su cui i bravi germanici non dovrebbero proprio proferire parola per non fare figuracce. Anonimo, quello danese, così come gran parte dei giocatori. Non li vedi arrivare, però quando arrivano fanno male.

0′ – Prima della partita qualcuno ha chiesto a Bento (ct del Portogallo) se teme il biscotto fra Germania e Danimarca. Visto che se la Germania perde rischia di andare fuori e se pareggiano andrà probabilmente fuori la Danimarca, la domanda è: perché parlano TUTTI di sti cacchi di maledetti biscotti?

2′ – Nemmeno due minuti e già il baricentro del gioco si è spostato all’altezza del dischetto del rigore della Danimarca. La Grecia sta facendo scuola sia sull’economia che sul calcio a tutta Europa.

8′ – Così come nel match contro l’Olanda, la Germania affronta una nazione che storicamente odia i tedeschi dal profondo del cuore. E’ anche vero che i popoli a cui i tedeschi stanno sui maroni sono un centinaio, quindi Loew generalmente va sul sicuro.

12′ – Dato statistico interessante, nella partita contro l’Olanda il doppiettaro Gomez ha tenuto il pallone fra i piedi per soli 18 secondi. La Grecia nella partita di ieri ha fatto meglio con 15.

14′ – Quando inquadrano Morten Olsen non si capisce mai se ha addosso la tipica maschera da Groucho Marx senza baffi oppre se è conciato al naturale.

17′ – Il CT Loew ha stupito la stampa tedesca col suo regolamento poco severo, che prevede per i giocatori la possibilità di chattare, stare in giro fino a tardi e avere rapporti sessuali (anche vicendevoli). Vietata solo l’usanza, un po’ fastidiosa, di leccare il dorso a Oezil per sballarsi.

20′ – Germania in vantaggio con il destro ravvicinato di Podolski, mentre i quattro difensori danesi erano impegnati a fabbricare un panetto di burro salato. Intanto dall’altro campo arriva la notizia del gol dell’Olanda, il che vuol dire che grazie alle sempre ragionevoli regole UEFA gli Orange potrebbero tranquillamente rientrare da dietro. Da MOLTO dietro, visto che affronterebbero la Repubblica Ceca.

23′ – Gran pareggio di Krohn-Dehli, uomo che scoprì anche un famoso morbo, su assist del robottino di Futurama: Bendtner.

25′ – Gomez sottoporta non è male, ma in difesa è utile come può esserlo un fucile a pompa per tagliarsi le unghie.

31′ – Punito Agger per un’ammucchiata con Mueller. E’ punizione per la Germania, anche se il capitano danese sta ancora spiegando all’arbitro che voleva solo fare l’amore con il sapore.

33′ – Gomez sembra intenzionato a riprendersi il record dalla Grecia e ogni volta che gli arriva il pallone tenta di metabolizzare la cacata in pochi istanti.

35′ – Per mantenere lo status quo, pare che Loew abbia vietato a Oezil anche di farsi baciare dalle principesse.

36′ – Quella di violentare Mueller sembra una pratica molto apprezzata in Danimarca. Ci prova ancora Agger e poi ci riesce Kjaer. Punizione per i tedeschi: Podolski ne approfitta per distruggere un riflettore che gli stava rovinando l’abbronzatura.

41′ – Agghiacciante disimpegno di Hero Qvist e Khedira da pochi passi sparacchia a lato. Bizzotto, che quando guarda la Germania ha sempre erezioni chilometriche, si spara la perla già nel primo tempo: i tedeschi giocano come il Barcellona.

46′ – Non un bellissimo spot contro i biscottisti: il portiere danese Andersen tiene il pallone per 40 secondi senza mai essere pressato. “Dilettante”, bofonchia Gomez scuotendo il testone.

47′ – Termina il primo tempo di una partita non bellissima, da cui probabilmente uscirà fuori la squadra che perderà contro noi greci ai quarti.

47′ – E’ ricominciata la partita. Dall’altro campo arrivano notizie non favorevoli alle due squadre, col Portogallo che vivacchia sull’1-1. Morten Olsen sta discutendo col suo secondo se sia più efficace il piano “inserire una punta” oppure “pronto? c’è una bomba nello stadio!”.

51′ – Palo della Danimarca. Dopo l’eliminazione di ieri della Russia, suicidi di massa fra i bookmaker se oggi la Germania facesse la stessa fine.

53′ – I tedeschi ora tengono la palla. Ma più per scaramanzia che per altro.

56′ – Di colpo tutti i cartelloni pubblicitari dell’Arena Lviv di Leopoli si piantano sulla scritta “Orange”. Qualcuno sta tentando di dirci qualcosa?

57′ – L’impressione è che anche Loew abbia pensato la stessa cosa: quando i cartelloni si sono spostati su “SHARP”, si è subito abbottonato il colletto della camicia.

64′ – La partita ora è divertente come un solitario di tiro alla fune. Per ravvivarla Joachim Loew, l’unico uomo che si tinge periodicamente il parrucchino, inserisce André Schuerrle al posto di Podolski.

69′ – Germania che chiacchiera in orizzontale, Danimarca al cui confronto Nereo Rocco era un kamikaze ninja. Però tranquilli, che all’una inizia Marzullo.

71′ – Neuer neutralizza in bagher un destraccio dai 70 metri regalando un orrido calcio d’angolo. Il grande merito della Danimarca è quello di intristire a tal punto ogni partita da spingere gli avversari al suicidio sportivo, come accaduto contro l’Olanda. Col Portogallo la tattica non è riuscita perché giocatori come Cristiano Ronaldo non hanno un cervello in grado di metabolizzare concetti oltre le due sillabe.

76′ – Raddoppio di Ronaldo contro i tulipani marci. Se la Germania dovesse beccare il gol, i quarti si trasformerebbero magicamente nel il tripudio dell’ignoranza. Repubblica Ceca-Portogallo; Danimarca-Grecia. La Spagna prepara il ricorso.

79′ – Dentro Christian Poulsen, giocatore utile per farsi sputare in faccia.

80′ – Fanno tutto i personaggi di Futurama. Germania in rete con Bender e Danimarca a casa. Morten Olsen non ci sta: si scalda il dottor Zoidberg.

82′ – Dentro anche Mikkelsen, perché per regolamento non si possono avere più di otto Poulsen in campo.

85′ – Ormai è chiaro che la Grecia dovrà vedersela con la Germania. Una classica fra due economie che viaggiano a braccetto.

88′ – Neuer cerca di risvegliarci dal coma farmacologico con un’uscita insensata che fa venire i capelli bianchi a Loew. E se c’è una cosa che lo fa incazzare sono i capelli bianchi.

90′ – Anelano al traguardo di questa partita orribile anche tutti gli spettatori, aggrediti in tribuna da muschi e muffe. S’era documentato, Shakespeare, quando suggeriva che dalle parti dei danesi c’è del marcio.

92′ – Trenta minuti impalpabili per Klose, che è a 6 gol da Gerd Mueller più o meno da 12 anni.

93′ – Ultimo minuto. Questa Danimarca fuori dall’Europeo è come l’estrazione di un calcolo renale.

94′ – Termina 2-1 la gara di Leopoli. La Germania concede una rispettosa eutanasia ai danesi e sul proprio cammino troverà “noi” greci, pronti a girare la porta al contrario perché sconfiggere la Germania è un dovere civico dell’umanità.

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Nato a Milano l'1 giugno 1979, è giornalista da oltre 10 anni. Ha diretto due testate cartacee e pubblicato un romanzo. E questi sono gli hobby. La vita seria la passa leggendo, torturando il pianoforte e dicendo stupidaggini. Email: gallegra@mondosportivo.it