Esclusiva MP – Gaby Mudingayi: “Sto bene al Bologna ma…”

Uno dei leader silenziosi del Bologna, un centrocampista tutto fare, corsa, muscoli e da qualche anno a questa parte anche geometria a disposizione dei compagni. Stiamo parlando di Gaby Mudingayi, classe ’81, originario di Kinshasa ma con passaporto belga, che sta trascorrendo le sue vacanze estive al sole di Formia e Gaeta in provincia di Latina, dove abita la sua famiglia.
Siamo riusciti ad avvicinare il roccioso mediano ex Lazio, Torino, Gent, Union Saint-Gilloise, riuscendo ad effettuare una simpatica intervista. Il Bologna, l’Europeo, Messi, Ronaldo, il Barcellona e il futuro del calciatore i temi più importanti.

Salve Gaby, cominciamo con il tema portante di questi giorni, gli Europei. Che idea si è fatto di questa edizione in Polonia e Ucraina?
Siamo ancora all’inizio ma posso dire che è una bella competizione, combattuta e con il passare delle giornate cominciano anche ad arrivare giocate importanti”.

Dopo le prime partite, qual è il team più forte secondo Mudingayi?
Senza ombra di dubbio la Spagna. Ha una facilità di calcio, di possesso palla e di creare occasioni da gol che non vedo in nessun’altra formazione. Vedo bene anche la Germania, molto forte fisicamente e con dei terminali offensivi davvero invidiabili”.

E l’Italia?
L’Italia ha giocato due ottime partite ma non è riuscita a raccogliere la massima posta in palio. Contro la Croazia mi è piaciuto molto il primo tempo, è mancata la concretezza sotto porta e anche quel pizzico di fortuna che non guasta mai”.

Ha parlato di concretezza, quindi anche lei cambierebbe il partner d’attacco di Cassano contro l’Irlanda?
No, Balotelli è giovane e l’errore che secondo me è stato fatto nelle ultime settimane è l’avergli dato troppa responsabilità. L’Italia è una squadra, non è un singolo. Quello che uno si deve aspettare è la forza del gruppo”.

Che Europeo avrebbe fatto il Belgio, essendo in prospettiva una Nazionale molto interessante?
E’ un peccato non esserci. Noi abbiamo dei giovani molto interessanti e forti. Secondo me in questo Europeo manca proprio la qualità e la freschezza atletica del Belgio, potevamo toglierci grosse soddisfazioni, in qualsiasi girone”.

Una squadra piena zeppa di campioni come Hazard, Lukaku, Witsel, Defour, Kompany, Vermaelen, insomma, dobbiamo prepararci ad un top team per le prossime edizioni di Mondiali ed Europei?
Assolutamente si. Il nostro obiettivo è ottenere la qualificazione al prossimo Mondiale. Vogliamo esserci e giocarci le nostre chances perché siamo consapevoli di avere tutte le carte in regola”.

Cambiamo argomento. Parliamo della nostra Serie A: è stato un campionato molto importante quello del suo Bologna.
Si quest’anno abbiamo fatto veramente un ottimo campionato dall’inizio alla fine. Rispetto alla scorsa stagione, abbiamo avuto più continuità di rendimento e risultati. Questa stagione ci siamo divertiti e abbiamo fatto divertire i nostri tifosi togliendoci tante soddisfazioni contro Juventus, Milan, Napoli, Inter…”.

Salvezza e bel gioco: sicuramente al Dall’Ara si è visto una squadra da applausi.
E’ stata una stagione direi quasi perfetta. Abbiamo dimostrato di essere un gruppo solido. La cosa più importante è avere sempre un gruppo compatto, di amici soprattutto fuori dal campo. Per poter colmare quel gap che c’è con le grandi squadre è questo il segreto”.

Marco Di Vaio ha lasciato Bologna e l’Italia. Un altro grande attaccante che lascia la Serie A.
Marco ha fatto tanto per Bologna e per il calcio italiano. Ha davvero dato il massimo e adesso ha lasciato credo perché era arrivato il momento di cambiare aria e andare all’estero dopo aver giocato al massimo, se non oltre, delle sue capacità per l’Italia e per la maglia del Bologna”.

Il calciatore più forte in Italia?
Credo che non ci siano dubbi se dico Zlatan Ibrahimovic. A centrocampo per qualità e tecnica c’è Pirlo, che ammiro particolarmente, in difesa Thiago Silva è indiscutibile”.

A proposito di Thiago Silva: ha seguito la vicenda con il Psg degli ultimi giorni?
Certamente. Il mercato non è ancora iniziato, è lunghissimo e penso che l’Italia, se dovesse andar via, perderebbe un grandissimo giocatore. Sono dell’opinione che così come la Spagna ha Messi e Cristiano Ronaldo, l’Inghilterra altri campioni, anche il campionato italiano è giusto che abbia i suoi di campioni. Thiago Silva è veramente forte, ed è giusto che una squadra che voglia arrivare in alto anche in Europa se lo tenga stretto”.

Il calciatore più forte a livello Europeo?
Da centrocampista posso dire che Xavi e Iniesta sono i calciatori che rappresentano il calcio moderno. E’ una sensazione bellissima vederli palla al piede, tagliare e costruire gioco. Hanno un tasso tecnico veramente alto, al loro livello metterei solo Pirlo”.

Domanda da un milione di Euro: Messi o Ronaldo?
Ronaldo è un campione, Messi è qualcosa di più”.

Non basta…
Messi risolve le partite da solo. Ronaldo è forte ma fino ad un certo punto. Un esempio? Credo abbiate visto tutti l’amichevole Argentina-Brasile della scorsa settimana, ecco l’ultimo gol, quello del 4-3 per l’Argentina firmato proprio da Messi, rappresenta il perché è il più forte calciatore al mondo”.

Ogni anno sei accostato a diversi top team come Milan, Inter, Napoli, possibile ritorno alla Lazio. La verità, invece, qual è?
La verità la vorrei capire anche io. Ogni anno, termina il campionato, e c’è il nome mio accostato a tutti questi club quando non c’è mai stato nulla di vero. Quest’anno se ne diranno tante altre ma Mudingay ha ancora un anno di contratto col Bologna. Ho avuto delle chiacchierate ma fino ad ora niente di concreto. Al momento sono un giocatore del Bologna”.

E se arrivassero chiamate importanti dall’estero? Premier, Liga o Bundes?
Partiamo dal presupposto che sto molto bene al Dall’Ara. Ma anche a 30 anni hai sempre voglia di provare nuove sfide, nuove esperienze. Dico sempre che se dovesse arrivare una proposta importante da parte di una squadra che ne vale davvero la pena, allora se ne può parlare”.

Chiudiamo con il sogno nel cassetto di Gaby Mudingayi?
Il sogno è quello di continuare a giocare in serie A. Per quanto mi riguarda non è facile arrivare nel massimo campionato italiano e la cosa più difficile è poi rimanerci. Sono molto contento di quello che ho fatto fino ad ora e spero di continuare a lungo. Da bambino il mio sogno era quello di diventare un giocatore professionista, ci sono arrivato, ora voglio continuare fino alla fine della mia carriera e sempre e costantemente ad alti livelli”.

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Giornalista pubblicista nato a Moncalieri il 9/7/86, vive a Formia (LT). Vicedirettore di MondoPallone, telecronista, opinionista e co-conduttore del programma #FuoriGGioco. Adora il calcio estero e la NBA. Email: miannotta@mondosportivo.it