Cara “Mamma Rai”, per favore ferma questo film horror

Dunque, partiamo da un presupposto: io non sarei assolutamente in grado di fare una telecronaca o una radiocronaca della squadra di calcio della mia città, che pure un certo qual prestigio ce l’ha, figuriamoci quella di una partita della Nazionale o robe del genere (e con questa premessa, ci siamo in parte levati le castagne dal fuoco, n.d.r.). Tuttavia, dopo tre giornate di Euro2012, sei partite e centotrentadue o giù di lì nomi di calciatori sentiti e risentiti, le mie orecchie hanno deciso di indire uno sciopero nei confronti degli errori e degli orrori dei telecronisti della cara “Mamma Rai”.

Sì, ok, grazie (non dei fiori) per averci dato l’opportunità di poter vedere in chiaro tutte le partite dell’Europeo. Anzi, quale grazie: qua si pagano ogni anno una certa cifra di canone, che al momento non ricordo, ma so che supera di gran lunga i cento euro. Quindi era un obbligo, invece di continuare a farci due… Montalbani così tra serie su preti, eroi, crocerossine e avventurieri. Mettiamole anche in programmazione ogni tanto, ma non tutti i santi fine settimana, del tipo che appena senti una certa musichetta ti vien voglia di cambiare canale.

Ehm, dove eravamo?! Ah, sì: per favore, basta con questi telecronisti della Rai che storpiano, sbagliano, confondono, insomma, non ne azzeccano una; e sono trascorse solamente tre giornate! L’apoteosi si è raggiunta sabato in Olanda-Danimarca, quando il buon Bezzi, a cui verrà dedicata una lezione universitaria dal titolo “come non si fa una telecronaca di una partita di calcio”, oltre al magistrale pezzo a lui dedicato dal nostro Pietro Luigi Borgia. Veramente vergognoso il fatto che gran parte dei nomi dei calciatori impegnati sono stati sbagliati, senza contare le volte in cui “tirava Robben” e invece “tirava Sneijder”.

Questo è stato l’apice, ma errori davvero madornali per dei professionisti sono venuti fuori, chi più chi meno, anche nelle altre partite, compresa la pietosa telecronaca del duo Gentili-Dossena di ieri dell’Italia. Un discorso a parte meriterebbero i commentatori tecnici, Dossena (e ritorna) in testa. Come detto, io non saprei fare di meglio, ma se giriamo un po’ su altre piattaforme, oltre che canale, ci accorgiamo che le cose non vanno come in casa Rai. Che poi, in realtà, qualcuno di competente ci sarebbe in seno all’azienda: Riccardo Cucchi, ma soprattutto Francesco Repice. Per chi è abituato ad ascoltare trasmissioni tipo “Tutto il calcio minuto per minuto”, questi due nomi non appaiano come nuovi.

Un gruppo di lavoro altamente professionale, quello del comparto radio del servizio pubblico dedicato al calcio, con eccellenze, come appunto Francesco Repice. Assieme al suo collega Cucchi, rappresentano le voci ufficiali della nazionale italiana a Euro2012. Emozioni in voce e, soprattutto, una corretta pronuncia dei nomi rasentano come, molte volte, la nostalgia del racconto di una partita in radio sia decisamente migliore rispetto a quella offerta dalla televisione. Ok, il vecchio tubo catodico ha il video che cambia le carte in tavola, ma non per questo, la bellezza di una voce competente che ti arriva a migliaia di chilometri di distanza sia meno efficace.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.