Sampdoria: è serie A!

Non è (più) l’inferno, come canterebbe Emma Marrone. Dopo solo un anno la Sampdoria torna in serie A. Un anno pazzesco, dopo una retrocessione ancora oggi inspiegabile. La Sampdoria, dal 26 agosto prossimo,  tornerà a calcare i campi che merita, quelli della massima serie.

Alle ore 22:44 di stasera, 9 giugno 2012, è partita la festa del popolo blucerchiato. All’Ossola di Varese la partita si è chiusa col risultato di 0-1 a favore dei doriani, con rete al 90esimo di Pozzi in contropiede. Una partita nervosa, poco spettacolare, con un Varese propositivo ma attento a non scoprirsi ed una Samp solida, rocciosa, decisa a conservare il vantaggio di 3 reti a 2 maturato all’andata.

Sulla retrocessione della passata stagione si potrebbe scrivere un romanzo, di quelli con il finale triste, strappa lacrime. Sulla promozione di quest’anno, invece, ne verrebbe fuori un libro avvincente, stile azione Hollywoodiana.

La stagione parte male, con Atzori in panchina. La rosa messa su dal patron Garrone è decisamente la più competitiva e valida di tutta la serie cadetta ma i risultati stentano ad arrivare. Molti pareggi, diversi passaggi a vuoto contro squadre di bassa classifica. I blucerchiati non convincono.  A metà novembre arriva l’esonero di Atzori, al suo posto un mister meno elegante ma con grinta da vendere, Giuseppe Iachini.

Il cambio di panchina non dà i suoi frutti, almeno nell’immediato. I problemi tattici non sembrano risolti. E a Genova dopo un po’ comincia a serpeggiare l’idea di una nuova lunga trafila nella serie cadetta.

Fino al mese di marzo i punti che distanziano i doriani dalla sesta piazza sono ancora tanti. Ma proprio in quel periodo succede qualcosa.  Avviene il classico “clic” che permette di aprire una serratura ostica da scassinare. Si apre la porta, i punti decisivi arrivano, le altre calano.

In un avvincente finale la Samp ottiene il sesto posto, ultimo gradino valido per qualificarsi alle semifinali play-off.  Ci arriva ma se la gioca da sfavorita per regolamento (gioca la seconda partita in trasferta e con pari gol viene eliminata).

Ma ormai la Doria è lì, come un mare in tempesta che travolge qualsiasi cosa gli passi sotto. Elimina il Sassuolo prima, il Varese poi. E lo fa soffrendo, combattendo. Onore al merito, forse non ha vinto la squadra più bella da vedere ma ha sicuramente vinto la squadra che più ha voluto raggiungere quest’obiettivo.

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Telecronista e opinionista radio/TV, già a SportItalia e addetto stampa di diverse società. Non si vive di solo calcio: ciò che fa cultura è la fame di sapere, a saziarla il dinamismo del corpo e del verbo. Email: vcoppola@mondosportivo.it