Euro 2012 Girone A Polonia – Grecia 1-1

Tante emozioni all’esordio di questi Europei con le due squadre che escono da 90 minuti battaglieri con rispettivamente un punto ed un uomo in meno. Grazie ai gol di Lewandowsky e di Salpingidis e alle espulsioni di Papastathopoulos e Szczesny.

LE FORMAZIONI – Per la gara di debutto la Grecia si affida al 4-3-3 tipico della formazione ellenica, con davanti il trio Ninis, Samaras, Gekas affidando il centrocampo al veterano Karagounis. La squadra di casa invece si affida completamente a Lewandowski in avanti, schierato come unica punta con alle spalle il compagno di squadra Blaszczykowski, la Polonia quindi si affida, come previsto, al blocco Dortmund, che ha incantato in Germania.

LEWANDOWSKI PREMIA UNA BELLA POLONIA – Le due squadre dimostrano immediatamente la voglia di esordire col botto, soprattuto la Polonia sfonda spesso in contropiede le linee greche, spezzando il possesso di palla degli ellenici. La prima occasione importante capita fra i piedi di Murawski al 4′ dopo una respinta del portiere su un tiro di Lewandowski, tuttavia l’ottimo tiro del centrocampista del Lech Poznan viene respinto in angolo da Chalkias. All’occasione polacca risponde da calcio piazzato la formazione di Santos quando Gekas sfiora il traversone e manca di un soffio la rete. La Polonia resta comunque la squadra dominante in campo: crea gioco ed occasioni costantemente, mentre la formazione di Fernando Santos sembra avere fatica a trovare spunti, con un possesso palla sterile e spesso costretta a ripartire. I giocatori del Borussia Dortmund continuano invece a fare quello che hanno mostrato nella Bundesliga: dimostrano infatti un’ottima intesa e creano sempre facilmente spazi ai compagni. Dopo l’occasione per Lewandowski sul cross di Piszczek al 13′, lo stesso attaccante ci mette appena due minuti ad ottenere dallo stesso tipo di situazione sempre dal suo compagno di squadra in Germania, ma stavolta non fallisce e sigla la prima rete di Euro 2012, facendo esplodere il Narodowy colmo di tifosi polacchi. Superata l’euforia la formazione di casa non si scompone, continuando a spezzare il gioco dei Greci, tra cui l’unico capace di reagire sembra essere il giovane esterno Ninis, che dimostra le proprie qualità proponendosi costantemente. Tuttavia gli spunti offerti dai suoi compagni di squadra scarseggiano, a differenza del centrocampo polacco che domina nettamente il campo. Inoltre l’ammonizione al 34′ di Papastathopoulos su un fallo certamente netto, ma non da sanzione e la sua successiva espulsione per doppio giallo al 43′ su un fallo più pericoloso ma che lascia spazio ai dubbi contribuiscono a innervosire la Grecia. A pochi minuti di distanza infine un intervento dubbio di Perquis, che in scivolata tocca col braccio in area, da spazio alla rabbia degli ellenici che protestano vivamente con il direttore di gara. Il nervosismo e la rabbia fanno chiudere il primo tempo alla Grecia con altre due ammonizioni e numerosi falli inutili, segno dell’instabilità della formazione.

IL CARATTERE E SALPINGIDIS SALVANO LA GRECIA – Fernando Santos per i secondi 45′ decide di schierare Salpingidis al posto del giovane Sotiris Ninis, non rinunciando di fatto al trio d’attacco, con due soli uomini a centrocampo. La mossa del tecnico si dimostra azzeccata visto che proprio il neoentrato attaccante sigla la rete del pareggio al 51′, dopo l’uscita a vuoto di Szczesny. A questo punto la situazione si capovolge: la Grecia, grazie alla fiducia ispirata dal gol si spinge spesso in avanti, sopperendo alla mancanza dell’undicesimo uomo grazie ad un grande movimento delle ali che in fase di non possesso formano un centrocampo a 4. La Polonia invece accusa il colpo, il possesso palla infatti adesso è molto più sterile, spesso ristagna a centrocampo e offre pochi spunti all’attacco. Gli ellenici quindi continuano a creare occasioni e la più clamorosa è senz’altro quella capitata al 61′ a Samaras, che su un filtrante alto preferisce lasciar scorrere il pallone, perdendo l’attimo e concludendo fuori. Nei minuti successivi la massima competizione continentale dimostra tutte le sue potenzialità, regalando tante emozioni in una manciata di minuti. Al 67′ infatti Szczesny atterra in area Salpingidis: calcio di rigore ed espulsione per il portiere dell’Arsenal; sul dischetto va Karagounis e si fa parare il tiro dal neoentrato Tyton, che rischia, pur di salvare la propria squadra, lo stiramento tuffandosi alla sua sinistra. Pochi secondi dopo ancora una volta la Grecia ha una clamorosa occasione per passare in vantaggio e stavolta Salpingidis insacca alle spalle del giovane estremo difensore del PSV, tuttavia il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente. Nella restante parte della gara le due squadre tirano i remi in barca, nonostante la Grecia continui a fare il gioco come per la precedente parte del secondo tempo, e si limitano a gestire il risultato. Termina quindi 1-1 la sfida d’esordio di questi Europei ricca tanto di emozioni e spettacolo quanto di grossolani errori della terna arbitrale, che hanno inevitabilmente influito su una comunque bellissima gara.

TOP E FLOP
TOP POLONIA: Lewandowsky. FLOP POLONIA: Szczesny.
TOP GRECIA: Salpingidis. FLOP GRECIA: Papastathopoulos.

IL TABELLINO
POLONIA-GRECIA: 1-1
Polonia (4-2-3-1): Szczesny; Piszczek, Wasilewski, Perquis, Boenisch; Polanski, Murawski; Blaszczykowski, Rybus (25′st Tyton), Obraniak; Lewandowski. All.: Smuda.
Grecia
(4-3-3): Kolkias; Cholevas, Papastathopoulos, A.Papadoupolos (37′pt K.Papadoupolos), Torosidis; Katsouranis, Maniatis, Karagounis; Samaras, Gekas (22′st Fortunis), Ninis (1′st Salpingidis). All.: Fernando Santos.
Arbitro: Carballo (Spagna).
Marcatori: 17′ Lewandowski (P), 50′ Salpingidis (G)
Note: ammoniti: Papastathopoulos, Cholevas, Karagounis (G); espulsi: Papastathopoulos (G), Szczesny (P); 70′ Tyton (P) para un calcio di rigore a Karagounis (G)

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Nasce il 29 giugno 1994, giusto in tempo per "vedere" la Juventus vincere il suo 23° titolo. Ha collaborato con il quotidiano locale Il Tirreno e segue calcio, tennis e vela quando possibile.