AAA, Ronaldinho cercasi, (non) disperatamente

Ennesimo capitolo della tragicomica avventura dell’ex fenomeno di Barcellona e Milan Ronaldinho e la sua attuale squadra, il Flamengo. Solo la settimana scorsa c’era stato l’ultimo strano episodio, un sequestro di magliette in uno dei negozi ufficiali della formazione sudamericana da parte del fratello-procuratore de Assis, di un rapporto mai completamente sbocciato tra il club rubonegro e il Gaucho, che da parte sua ha fatto di tutto per attirarsi su di sé critiche di dirigenza e staff tecnici e i fichi dei tifosi.

Nessuno tra i responsabili del suo club sa dove sia in questi giorni Ronaldinho; o meglio, sapevano che era a Porto Alegre a trovare la madre da poco operata, ma dal giorno della sua partenza nessuno l’ha più sentito, tanto che il “dentone” ha saltato ben tre allenamenti e non si è presentato al raduno della squadra pronta a partire per un’imminente impegno. E’ stata questa, dunque, l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto che, se non ancora ufficialmente, a breve l’ex milanista potrebbe essere messo sul mercato, con le sirene degli sceicchi arabi già pronte a suonare per accaparrarsi un’occasione del genere.

Pochissimo impegno in allenamento e in partita, notti brave tra feste e alcool, l’essersi presentato ubriaco al campo prima di una sessione atletica sono alcuni degli eccessi che i supporter del Flamengo hanno deciso di non perdonare più a Dinho, tanto che venerdì prossimo a Rio de Janeiro sarà organizzata dai tifosi una vera e propria manifestazione anti Ronaldinho. L’ultimo segnale di una rottura definitiva tra un pubblico che aveva accolto il numero 10 in maglia rubonegra come una star e che dopo appena un paio di stagioni vuole scaricarlo a tutti i costi.


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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.