Ljajic non canta l’inno, Mihajlovic lo caccia dalla nazionale

Adem Ljajic torna a far parlare di se’. Dopo l’indegna rissa avvenuta a bordo campo in seguito alla sua sostituzione operata da Delio Rossi in occasione del match Fiorentina – Novara, ora il giocatore serbo si è reso protagonista di un altro episodio controverso.

Convocato da Mihajlovic, neo ct della Serbia,  per la partita contro la Spagna (persa poi 2-0), Ljajic si è rifiutato di cantare l’inno  prima del calcio d’inizio, episodio questo che ha fatto irritare non poco allenatore e federazione che di comune accordo hanno deciso di rispedire il calciatore a casa.

‘Colpa’ del nuovo codice di comportamento introdotto dal nuovo selezionatore che, tra l’altro, prevede proprio l’obbligo di cantare l’inno nazionale prima di ogni partita. Ieri c’è stato un incontro fra Mihajlovic e Ljajic, nel quale il giocatore ha ribadito la sua volontà di non voler continuare a cantare la canzone del proprio paese per motivi personali e, di conseguenza, è stato allontanato dal ritiro.

I motivi personali di cui parla Ljajic riguardano le sue origini, in quanto è nato e cresciuto a Novi Pazar, città a prevalenza musulmana nella regione del Sangiaccato, al confine col Kosovo. Ma Mihajlovic non ha voluto sentir ragioni, appoggiato dalla federcalcio serba che, in un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, ha preso le difese dell’allenatore.

Nel comunicato si legge: “Le porte della nazionale non sono chiuse per sempre per Ljajic, ma il giocatore deve informare il tecnico di avere cambiato la sua posizione per poter essere chiamato di nuovo“.

 

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Vive a Formia (Latina) e studia Scienze della comunicazione a Roma. Collabora, oltre che con Mondopallone.it, con Calciomercato.it e con seriebnews.com.