Addio lotteria dei rigori?

La notizia è di ieri e arriva improvvisa come un fulmine a ciel sereno. Blatter appare intenzionato a studiare una nuova soluzione che sostituisca i calci di rigore. Potremmo dire addio tra qualche anno a ciò che Elio e le storie tese definirono “cinica” in un loro celebre brano legato alla sconfitta azzurra al mondiale statunitense. Il maestro De Gregori, invece, cantava che un calciatore non deve aver paura di tirare un calcio di rigore, perchè non è mica da questi particolari che si giudica un calciatore.

I calci di rigore sono ormai diventati parte integrante della storia del calcio, sostituendo il lancio della monetina o la ripetizione della partita. Hanno provato a sostituirli con il golden e il silver gol (dove l’Italia ha fatto da cavia), ma con esiti insoddisfacenti. Un ultimo grado di giudizio per molti poco salomonico e legato al fattore fortuna, per altri invece crudele ma fondamentalmente giusto perchè la freddezza dal dischetto deve essere una componente importante di un vincitore. Nel cuore di noi tifosi azzurri i rigori hanno lasciato tanta amarezza; tre eliminazioni consecutive ai mondiali del 1990, del 1994 e del 1998 che punirono il nostro carattere latino più ardente e meno imperturbabile dalle emozioni. La tendenza negativa fu interrotta nel 2002 con quel cucchiaio da brividi di Totti, poi arrivò la gioia più grande a Berlino in una notte indimenticantibile. Non possiamo non citare il Chelsea e quello scivolone di Terry che costò una Coppa; una delusione cancellata qualche settimana fa vincendo un trofeo contro ogni pronostico.

Qualcuno la definisce “lotteria” ma lo fa in maniera errata. La fortuna è un aspetto poco influente; il predestinato a calciare il rigore deve saperlo tirare, piazzarlo e deve essere abile a carpire le intenzioni del portiere avversario prima che lo faccia lui. Bisogna vivere quel momento come una partita a scacchi; leggere la situazione, studiare la propria mossa e capire che cosa accadrà nei secondi successivi. Alla luce di tutto questo forse non sarebbe giusto cambiare improvvisamente il regolamento, perchè un’alternativa migliore di quella attuale è difficile da immaginare. Non ci resta dunque che attendere gli ulteriori sviluppi e capire che cosa verrà partorito dal direttivo della Fifa.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal. Email: emodugno@mondosportivo.it