Chelsea in paradiso: le dichiarazioni dei protagonisti

La prima vittoria in Champions League della storia del Chelsea, il primo successo di una squadra inglese in questa competizione generano gloria, gioia immensa, emozioni indimenticabili. I “Blues” di Roberto Di Matteo alla fine ce l’hanno fatta.

Dopo aver subito per 82 minuti il Bayern, aver incassato il gol di Muller, il Chelsea ha reagito con Drogba. Poi di nuovo sofferenza con il calcio di rigore fallito da Robben e infine la lotteria dei calci di rigore che questa volta ha sorriso agli inglesi, ironicamente, anche perché non c’era Terry dal dischetto.

Roberto Di Matteo non sarà più il tecnico dei Blues tra qualche giorno ma questa sera si gode la sua vittoria più dolce, più bella: “Sono molto felice per il club, la squadra e i giocatori. Abbiamo lavorato molto duramente per raggiungere questo obiettivo. Dobbiamo anche ammettere che il Bayern ha giocato molto bene e ha avuto più occasioni di noi. Ma nei calci di rigore c’è bisogno di un pò di fortuna e siamo stati fortunati – spiega Di Matteo al termine della finale di Champions – Abbiamo uno stile diverso rispetto ai bavaresi e questo ci ha portato al successo. C’era una bella atmosfera stasera. Abbiamo sofferto, non abbiamo giocato bene, ma abbiamo appena vinto la Champions League. È incredibile“.

Grande gioia anche per Didier Drogba, autentico trascinatore del Chelsea questa sera, che con il gol del pari e il rigore della vittoria si è guadagnato ufficialmente la consacrazione di uno dei più forti attaccanti della storia del calcio mondiale. “Abbiamo grande spirito. Sono qui da otto anni, e come giocatore del Chelsea mi hanno insegnato a non mollare mai fino alla fine. Oggi è una giornata incredibile – commenta a caldo l’ivoriano – Era destino, io credo molto nel destino. Prego molto, questa vittoria era stata scritta tanto tempo fa. Dio è meraviglioso, questa squadra è fantastica. Voglio dedicare questa coppa a tutti i nostri allenatori e ai giocatori che sono stati qua prima. Il pari ha cambiato il nostro atteggiamento, sono felicissimo. La vita è fantastica. Prima di calciare il rigore, credevo di farcela, anche Mata mi aveva detto di crederci ed è stata così, sentivo che avrei segnato“.

E alla festa non poteva mancare anche un altro eroe della serata, Peter Cech, che in over all ha parato ben tre calci di rigore a Robben, Olic e Schweinsteiger: “Sono così orgoglioso di tutti. Non è stato facile ma io ho sempre creduto di poter arrivare alla vittoria. Non posso descrivere la sensazione. È la prima volta nella mia vita, non sapevo cosa fare, sono troppo felice – spiega commosso il portiere della Repubblica Ceca – Il rigore di Robben? Lo avevo studiato, mi sentivo sicuro. In passato ho provato le stesse sensazioni di quelli del Bayern ora e so cosa vuol dire. Ma ora tocca a noi gioire, e non potete immaginare cosa sto provando, è incredibile“. Stessa felicità anche per uno dei protagonisti assoluti, difensivamente parlando, della gara, Ashley Cole: “Non ho parole. A un certo punto pensavo di aver perso, ma abbiamo cavalcato la nostra fortuna. Abbiamo meritato il successo di oggi. Ci abbiamo sempre creduto“.

C’è ovviamente delusione in casa Bayern, per quello che poteva e doveva essere e che invece non è stato. Una finale persa sul più bello grazie al gol di Drogba, il rigore fallito da Arjen Robben e la beffarda lotteria dei rigori: “Questo è il calcio. In passato abbiamo visto che nel calcio non necessariamente il vincitore è colui che merita – sono le parole di Tomas Muller, l’autore del momentaneo 1-0 dei bavaresi – Quando si va in vantaggio poco prima della fine nel proprio stadio è normale sentire la vittoria in pugno, ma il Chelsea è riuscito a pareggiare e a conquistare il trofeo. È difficile esprimere a parole la nostra delusione“.

Per finire, c’è spazio anche per le parole del tecnico del Bayern, già vincitore della Champions nel ’98 con il Real Madrid, Jupp Heynckes: “Non siamo riusciti ad amministrare il vantaggio nella parte finale della partita ma tutte le statistiche sono a nostro favore – ha commentato l’allenatore tedesco – Noi abbiamo sbagliato troppo. Non ci sono altre domande da porsi se non chiedersi il perché di tante occasioni fallite durante la partita. Solo questo. Abbiamo giocato meglio, ma non possiamo incolpare il Chelsea di aver giocato come sa giocare. Le occasioni per vincere le abbiamo avute. Nello spogliatoio ho visti i miei ragazzi veramente depressi“.

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Giornalista pubblicista nato a Moncalieri il 9/7/86, vive a Formia (LT). Vicedirettore di MondoPallone, telecronista, opinionista e co-conduttore del programma #FuoriGGioco. Adora il calcio estero e la NBA. Email: miannotta@mondosportivo.it