Verso Euro 2012: la Spagna

Continua il nostro percorso verso gli Europei del 2012. Lunedì, mercoledì e venerdì, Mondopallone.it vi offre la possibilità di conoscere a fondo le nazionali che parteciperanno alla rassegna continentale in Polonia e Ucraina. Analisi approfondita, pregi, difetti tecnici e tattici. Praticamente tutto ciò che c’è da sapere sulle 16 squadre qualificate alla fase finale. Oggi tocca alla Spagna, ultima squadra da noi presentata per quanto concerne il gruppo C. Appuntamento finale il 28 maggio, con la Francia. Buon viaggio e buon divertimento…

SPAGNA

Eccoci finalmente a parlare dei grandi favoriti. La nazionale spagnola incanta il mondo intero da ormai quattro anni, complici l’esplosione del Barcellona di Guardiola e la fortuna di potersi godere una generazione più unica che rara. Gli Europei del 2008 ed il Mondiale sudafricano del 2010 rendono giustizia ad un movimento calcistico da sempre tra i migliori: prima dei recenti successi, infatti, le Furie Rosse detenevano in bacheca solo un titolo continentale, conquistato nel lontano 64.

I terribili ragazzi di Vicente Del Bosque saranno nostri avversari in un girone che si preannuncia interessantissimo. Croazia e Irlanda appaiono abbastanza temibili come outsider, sarà quindi proibito sbagliare anche un solo colpo. La forza di questo agglomerato di campioni consiste nell’aver trovato un’identità precisa, uno stile di gioco difficilmente modificabile dai dettami tattici. Qualcuno si disperava per l’addio di Luis Aragonés, campione d’Europa nel 2008 dopo un digiuno interminabile, invece Del Bosque ha saputo addirittura fare meglio del suo predecessore.

La manovra offensiva della Spagna è basata sul fraseggio stretto e prolungato, in pieno stile Barça. Del resto i catalani e il Real Madrid forniscono alla nazionale iberica la metà dei ventitré calciatori da convocare. Questo dato nasconde un paradosso: gli stessi atleti che nel Clasico se le danno di santa ragione, con la maglia rossa diventano fratelli di sangue. Il segreto delle vittorie nasce da qui. Curiosità storica: negli Europei del 1960, la Spagna avanzò fino ai quarti di finale, dove avrebbe dovuto fronteggiare l’URSS. Il dittatore Francisco Franco rifiutò, per le note ideologie politiche, di competere con quelli che poi si laurearono campioni d’Europa.

LA DIFESA (voto 7,5)

Il reparto appare indebolito rispetto alla vittoriosa rassegna mondiale. Prima di tutto per la quasi certa assenza di capitan Puyol, alle prese con un brutto infortunio. Del Bosque non ha perso le speranze di recuperarlo ma sarà estremamente difficile. Il capitano blaugrana attraverserà pure una fase calante della sua carriera, ma l’esperienza che lo contraddistingue resta un’arma indispensabile per ogni gruppo. Al centro della retroguardia ci saranno quindi Sergio Ramos e Pique, quest’ultimo reduce dalla stagione meno esaltante del suo brillante percorso.

Le fasce registrano la perdita di Capdevilla, uscito dal giro della nazionale. Sempre sottovalutato, il terzino sinistro non ha mai fatto mancare il suo apporto alla causa. Lo rimpiazzerà Jordi Alba, il brillante cursore del Valencia su cui ha messo gli occhi il Barcellona. Dalla parte opposta troverà spazio Alvaro Arbeloa, ormai titolare in pianta stabile anche nel Real Madrid di José Mourinho.

Si tratta di un reparto che molto spesso non ha modo di mettersi in luce perché la supremazia territoriale spagnola è elevatissima in ogni partita. La qualità nel palleggio serve a nascondere i difetti di una difesa che, se messa sotto pressione, rischia di costituire l’anello debole del grande complesso. Le alternative ai titolari, inoltre, non entusiasmano: il giovane Dominguez dell’Atletico Madrid, bravo ma ancora acerbo, e Raul Albiol per i centrali;  Iraola del Bilbao e l’esperto Juanfran per gli esterni. Non abbiamo parlato dei portieri, ma cosa vuoi dire quando i tre convocati si chiamano Casillas, Victor Valdes e Reina? La Spagna, sotto questo punto di vista, può solo sorridere.

IL CENTROCAMPO (voto 9,5)

Signori e signore, ecco a voi una zona nevralgica da urlo. Il centrocampo delle Furie Rosse sfiora la perfezione, è il motore trainante dell’ultimo quinquennio di dominio assoluto del calcio iberico. Non manca nulla al reparto: l’imbarazzante classe di Xavi e Iniesta, la forza atletica di Fabregas, la padronanza di Xabi Alonso e il gioco elegante di David Silva. Senza dimenticare l’uomo a cui è affidato il compito oscuro, cioè Busquets, l’angelo custode dei suoi estrosi compagni.

Molto presumibilmente Del Bosque approfitterà di tutto il ben di Dio a sua disposizione, schierandosi con uno tra Busquets e Xabi Alonso, con il primo vantaggio, in protezione di quattro palleggiatori. La scelta è favorita anche dalla poca abbondanza del reparto avanzato, del quale parleremo dopo. Le chiavi del tic tac spagnolo saranno affidate a Xavi e Iniesta, gli architetti del Barça di Guardiola. Fabregas, elemento favorito dalla sua duttilità, cercherà di rendere ardue le decisioni del C.t.

David Silva e Juan Mata partiranno dagli esterni e si adopereranno in un lavoro di raccordo tra il centrocampo e l’attacco. I due si accentreranno di frequente, per creare densità in mezzo al campo e preparare l’imbucata in area avversaria del cursore di turno. Un calcio che tutti conosciamo ormai a memoria e per cui abbiamo trovato anche le contromisure. Se i piccoletti della Selecciòn fanno però viaggiare il pallone come piace a loro, non esiste schema che tenga. Dovrebbero completare il settore Santi Cazorla e magari uno tra Javi Garcia e Jesùs Navas.

ATTACCO (VOTO 7,5)

Si tratta di un reparto che potenzialmente potrebbe valere anche il massimo dei voti. A frenare gli entusiasmi sono però una serie di considerazioni: Fernando Torres è in leggera ripresa ma non è più il giovane che incantò il mondo; David Villa, a meno di sorprese, non farà parte della spedizione e gli outsider Llorente e Soldado, seppur abbiano il gol nel sangue, non hanno ancora trovato la giusta dimensione a grandi livelli.

Dovrebbe far parte della spedizione Adrian, il talentuoso esterno offensivo dell’Atletico Madrid. Molto dipenderà dal numero di centrocampisti che Del Bosque vorrà portare con se, perché se opterà per un uomo in più in quel settore uno tra Soldato e lo stesso Adrian potrebbe restare a casa. Spera anche la rivelazione Muniain dell’Atlhetic Bilbao. Le scelte definitive avverranno il 29 maggio, al termine degli impegni dei baschi, del Chelsea e del Barcellona.

Fernando Torres è il favorito per occupare la posizione di centravanti: dovrà impegnarsi in un lavoro di movimento e sponda, con il duplice obiettivo di offrire spazio ai “fantasisti del centrocampo” e di finalizzare la grossa mole di gioco prodotta dalla squadra.

LA STELLA

 

 

 

 

 

 

 

ANDRES INIESTA

Difficile fare un nome in una squadra così piena di campioni. “Don Andres” sembra però possedere qualcosina in più rispetto ai compagni: alla classe di Xavi unisce la rapidità di Silva e la bravura negli inserimenti di Fabregas. E’ stato l’uomo del destino in Sudafrica, la sua rete all’Olanda resterà per sempre scolpita nella memoria degli spagnoli. La stagione appena conclusa non si registra certo come la migliore della sua carriera, anche per via dei numerosi malanni fisici, ma prescindere da Iniesta è impossibile. Siamo sicuri che con il suo immenso talento sarà ancora una volta l’uomo in più della Spagna. Come a Johannesbrug, come vuole il destino.

IL COMMISSARIO TECNICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VICENTE DEL BOSQUE

Possiamo definirlo un normalizzatore perfetto. Riesce a fare esprimere le sue squadre per quello che sono, offrendo il giusto spazio al talento e facendo altrettanto con i gregari. Il suo è un calcio equilibrato, gli piace tenere in mano le redini del match ma, allo stesso tempo, pretende molta attenzione in fase difensiva. Ma la qualità principale è un’altra: Del Bosque è un vincente. Chiedetelo a Florentino Perez, il quale lo licenziò clamorosamente nel 2003 dopo una Liga conquistata ed un posto tra le prime quattro d’Europa. Da allora ebbe inizio la crisi dei blancos, un periodaccio le cui conseguenze pesano ancora oggi. Ha regalato il primo Mondiale della storia alla Spagna, beneficiando di una struttura già plasmata da Aragones ma portando in dote le sue prerogative: disciplina, equilibrio, convinzione e dominio della partita. Poco male per un 62enne sempre pacato, un signore dalle buone maniere che, dal 4 febbraio 2011, può fregiarsi del titolo di marchese.

FORMAZIONE TIPO (4 – 1 – 4 – 1)

Casillas; Arbeloa, Pique, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets; Silva, Xavi, Iniesta, Mata; Torres

VOTO GLOBALE SQUADRA: 8,5

Rimangono, come detto, un paio di situazioni da correggere in attacco e in difesa ma il complesso è davvero di un livello eccelso. La capacità di dominare il ritmo del match, di sfinire l’avversario con il possesso palla, è un’arma utilissima per nascondere le poche lacune del gruppo. Molto dipenderà dalla forma fisica con cui Xavi e compagni si presenteranno all’appuntamento: tantissimi calciatori sono reduci da una stagione con oltre 60 partite. Bisognerà evitare che il tic tac diventi stucchevole, come qualche volta è accaduto, e sperare magari nella resurrezione di Torres. Con un finalizzatore implacabile, il secondo Europeo consecutivo sarebbe più facile da conquistare. Occhio però alla fase iniziale: Italia, Croazia e Irlanda non sono certo avversarie da snobbare.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.