ESCLUSIVA MP – Intervista a Massimo Gardano, allenatore dell’Acireale

Incursione di Mondopallone nella serie D. Dopo aver dedicato due mesi di esclusive agli allenatori di Lega Pro, abbiamo deciso di allargare ulteriormente i nostri confini. Spazio ai protagonisti del calcio minore, lavoratori comuni sorretti da quella grande forza chiamata passione: il nostro obiettivo è quello di farveli conoscere.

Massimo Gardano è un torinese che opera in Sicilia, ad Acireale. La cittadina del catanese, 57.000 abitanti, detiene una tradizione calcistica importante: due campionati di serie B a metà anni 90 e poi un lungo peregrinare tra Prima e Seconda Divisione. La passione quaggiù è molta, neanche il mondo dilettantistico ha potuto sconvolgerla. Ad Acireale passarono, qualche tempo fa, personaggi come Walter Mazzarri e Pietro Lo Monaco. Il presidente del club era Antonio Pulvirenti.

La realtà odierna è diversa, alcuni problemi societari hanno costretto il gruppo guidato da Gardano a non spingersi oltre la conquista della salvezza. Per l’obiettivo manca ancora un punto, da centrare domenica a Noto; nonostante tutto, il mister acese si dichiara soddisfatto del comportamento tenuto dai suoi ragazzi nel corso della stagione. Orgoglio, tenacia e tradizione: il calcio non morirà mai ad Acireale.

Come si prepara una partita così importante?

E’ facile preparare partite di questo tipo, perché gli stimoli nascono spontaneamente nella testa dei calciatori. Siamo tutti molto concentrati, ci teniamo a mettere il sigillo finale ad una stagione esemplare dal punto di vista dell’impegno.

Un bilancio sul vostro campionato?

Positivo, molto positivo. Nonostante le mille vicissitudini che abbiamo dovuto fronteggiare, siamo ad un passo dalla salvezza. Nei momenti decisivi abbiamo perso dei calciatori esperti, fondamentali per il nostro scacchiere. Siamo comunque stati in grado di di lottare fino alla fine.

Dove avete trovato la forza di non mollare?

Questo è un gruppo sano, il quale ha avuto una volontà importante sin dall’inizio. I ragazzi ce l’hanno messa tutta per esaudire le mie richieste, mi ritengo fortunato perché alleno uomini di spessore.

La piazza come ha vissuto la stagione?

Gli acesi sono molto caldi, lo sappiamo. Devono però capire che la realtà attuale è questa: oggi l’Acireale non può offrire di più alla sua gente, purtroppo bisogna ficcarselo in testa. In ogni caso il comportamento della tifoseria è stato utile per noi, perché ai momenti di pressione se ne sono succeduti altri di grande sostegno.

Molti giovani nella sua rosa: c’è qualcuno che si eleva rispetto agli altri?

Essere un under ad Acireale non è facile, devi giocare sempre e gestire la pressione quando si è poco più che maggiorenni è complicato. I miei under hanno dimostrato di possedere un gran carattere, li considero tutti allo stesso modo.

La squadra rivelazione del torneo?

Sono quasi tutte in linee con i programmi, la tabella estiva è stata più o meno rispettata. Non trovo una squadra rivelazione, piuttosto posso dire che mi aspettava una campionato diverso da compagini come il Messina. 

La vittoria dell’Hinterreggio la stupisce?

Hanno una grande rosa, gente come Franceschini e Vicari è un autentico lusso per la categoria. Inoltre sono stati favoriti dai problemi di alcune antagoniste importanti, quindi è un primato logico il loro.

E’ poca la differenza tra Seconda Divisione e serie D?

Decisamente. Il livello è simile: in questo torneo ci sono alcuni calciatori che farebbero la differenza anche in Seconda Divisione.

La D meriterebbe un trattamento da categoria professionistica?

Direi proprio di sì, perché gli investimenti e la qualità non sono certo da calcio dilettantistico. Purtroppo non beneficiamo dei privilegi spettanti ad altri tornei, questo ci penalizza molto. 

Proprio la qualità media sembra aver compiuto un balzo decisivo. Concorda?

La classifica del nostro girone è un esempio lampante: tra noi e la prima esistono solo 18 punti di differenza. Credo che non si sia mai vista una cosa del genere.

Il suo futuro sarà ancora ad Acireale?

Guardi, sono sincerò: in questo momento non riesco ad andare oltre la partita di domenica. E’ troppo importante, per il futuro ci sarà tempo.

 

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.