5 maggio, croce o delizia?

Sono passati 10 anni, ormai, da quel giorno tanto tragico per gli interisti quanto indimenticabile per i tifosi bianconeri. Dalle lacrime di Ronaldo alle affermazioni di Materazzi sul campo, passando per gli errori di Gresko: andò tutto storto quel giorno, ed è per questo che è diventato tanto celebre fra i tifosi calcistici quanto l’ode di Alessandro Manzoni dedicata al neodefunto Napoleone.

“Ei fu…” ma in questo caso si parla di uno scudetto, praticamente già vinto dai neroazzurri, che è passato a “miglior vita” trasferendosi a Torino, sponda bianconera, in un modo alquanto rocambolesco ma soprattutto in un periodo in cui i neroazzurri non vincevano uno scudetto da più di un decennio, ed una generazione intera di interisti vedeva il proprio sogno di esultare per una vittoria in campionato svanire per l’ennesima volta, come in quel non troppo lontano 1999, l’anno dello scontro tra Ronaldo e Iuliano in area di rigore. E chissà che quel 5 maggio, visto ciò che è successo soltanto 4 anni dopo, non possa essere rinominato “5 Moggi“. Ma non è questo nè il momento nè la sede adatta per parlarne.

Ciò di cui vale la pena parlare è invece di come il destino a volte sia veramente sorprendente: già perchè sempre il 5 maggio (ma di 8 anni dopo) iniziò la meravigliosa favola neroazzurra conclusasi con la vittoria del triplete 17 giorni dopo. Per un brasiliano che piange (Ronaldo), c’è sempre un argentino che sorride (Milito). E fu proprio quest’ultimo a segnare il gol decisivo nella vittoria della Coppa Italia nel 2010, una data che ha parzialmente ricucito la ferita che si venne a creare quel 5 maggio, tutt’ora sanguinante nei cuori degli interisti che si videro scucire dal petto uno scudetto praticamente già vinto. Una linea immaginaria che collega il punto più basso della recente storia interista a quello più alto, con in mezzo 8 anni di vittorie e sconfitte.

Il decimo anniversario da quella tragedia sportiva coincide però con la vigilia di un derby che può decidere un intero campionato. Ma il destino è nuovamente beffardo: con una vittoria l’Inter rischia di regalare, ancora una volta, uno scudetto alla Juve, placcando la rimonta rossonera. Croce o delizia? In questo caso, per chi ha vissuto in prima persona quelle vicende tanto lontane quanto sempre attuali, è soltanto una croce pesantissima da portare addosso.

Solo una cosa però: onorate la maglia, non c’è miglior cosa da fare in un derby. Anche in una stagione a dir poco deludente come questa.

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Nato a Genova nel maggio 1992; è un appassionato di calcio, basket NBA e pallavolo (sport che ha praticato per molti anni). Frequenta la facoltà di Scienze Politiche, indirizzo amministrativo e gestionale. Email: alelli@mondosportivo.it