Tutte le frasi di Adem Ljajic. Bufale o verità?

Cosa ha scatenato la reazione furibonda di Delio Rossi nei confronti di Adem Ljajić? Tutti se lo chiedono, nessuno lo sa.

Le ipotesi circolano, la verità un po’ meno e il mistero si infittisce. E’ di ieri la notizia della frase tanto profondamente ingiuriosa quanto incredibilmente falsa che tirava in ballo il presunto figlio disabile del tecnico viola. “Sei più handicappato di tuo figlio!”. Asserzione ad effetto, senza dubbio. Lo sa chi l’ha messa in giro, riscuotendo le luci della ribalta, lo sa chi l’ha letta, sommergendo di insulti il calciatore nei vari blog presenti su Internet. Già, peccato fosse una bufala. Ce lo dicono i giornali, ce lo ricordano gli organi di informazione cibernetici, pronti a smentire la vicenda.

Un’altra variante, anch’essa poco credibile, vuole che il serbo si sia rivolto in questi termini verso il proprio allenatore: “Magari andiamo in B e ti cacciano”. Mah… A dir la verità, anche questa “puzza” parecchio.

Le ultime versioni, quantomeno leggermente più attendibili, visto l’incrocio di più fonti e diversi mezzi tecnologici – come riporta un’articolo di Virgilio – ma sempre da verificare, aggiungiamo noi, parlano di un mix di insulti in lingua italiana e serba. Le telecamere ci svelano un “Pezzo di… ” seguito da un “Vecchio di… ”, leggibili abbastanza nitidamente prima dell’applauso ironico a Delio Rossi. Finita qui? Macchè…

Non contento, il giocatore avrebbe tirato in ballo la moglie del tecnico scatenandone il blackout mentale e l’assalto fisico nei propri confronti. “Te l’ha suggerita tua moglie la sostituzione?”. Certi valori, la famiglia in primis, non devono essere toccati, come ha ricordato Rossi stamattina, nella conferenza stampa d’addio al “Franchi”. Il paio di “Figlio di…”, in seguito all’aggressione, han fatto da cornice ad un evento che avremmo tranquillamente preferito evitare. Bufala o verità? Chissà, magari lo scopriremo con la prossima biografia, anche se ne faremmo volentieri a meno.

Nel frattempo, i sostenitori viola non hanno fatto mancare il proprio affetto nei confronti dell’ex tecnico della Fiorentina. Dai cori agli striscioni, la riconoscenza verso l’operato e i valori dell’uomo sono tangibili. Ultima in ordine di tempo, ma non d’importanza, la petizione, con relativa raccolta firme, che circola on-line in sostegno dell’allenatore.

“Delio Rossi ha sbagliato, ma ha dimostrato di essere un uomo onesto e vero, attaccato al proprio lavoro, alla propria squadra, alla propria famiglia. Noi pensiamo che il perdono sia una grande cosa e che una grande persona come lui se la possa meritare. Ha fatto quello che quasi tutti avremmo, pur sbagliando, solo sognato di fare e che in tanti chiedevano a gran voce. Ha dimostrato di essere un uomo, di essere uno di noi. Noi lo vogliamo ancora sulla panchina viola, perché crediamo se la meriti appieno”.

Mica male per un tecnico cacciato nell’indignazione generale di un calcio che cerca di mantenere intatti i propri valori. La faccia, si sa, la si era persa da tempo.

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Nato a Rimini il 9 novembre 1986, studente di psicologia e consulente di web marketing. "Scoperto" recentemente dalla redazione di Mondopallone, è l'autore del "Pagellone" e collaboratore fisso di Goal.com.