Milan: parla Bonera, il “jolly” della difesa

Un’annata super dopo tanti problemi fisici che gli hanno impedito di giocare con continuità e dimostrare tutto il suo valore. Daniele Bonera si è guadagnato definitivamente la fiducia del Milan con ben 26 presenze in totale in stagione; un punto di riferimento, un ottimo giocatore che ha tolto molte volte le castagne dal fuoco ai rossoneri. Allegri lo ha premiato sempre con la maglia da titolare per la sua straordinaria duttilità in tutti e quattro i ruoli del reparto difensivo.

Riportiamo, quindi, la lunga intervista che Daniele Bonera ha rilasciato al portale rossonero per eccellenza, Milannews.it, e al suo direttore Antonio Vitiello.

Ciao Daniele, con 26 presenze questa è una delle tue migliori annate in rossonero, sei d’accordo?
Si, dal punto di vista numerico e anche delle prestazioni. In base al trend che ho avuto negli ultimi anni dove ho accusato parecchi problemi fisici, le prestazioni di questa stagione si avvicinano a quelle fatte nei primi due anni della gestione Ancelotti. Quest’anno ho avuto un periodo di un mese e mezzo in cui ho giocato con una certa continuità, frutto del lavoro e del fatto che finalmente non ho avuto infortuni. A livello mentale è stato importante trovare una certa stabilità fisica, venivo da due stagioni tribolate e potermi allenare con serenità mi ha aiutato parecchio”.

Il periodo nero pare essere alle spalle, pian piano stanno recuperando tutti…
E’ vero, l’ultimo problema avuto dal mister è stato a Verona dove ha messo in campo gente che non giocavano da un po’. Adesso stanno rientrando tutti, insomma siamo pronti per queste ultime partite”.

Che effetto fa essere considerato il jolly della difesa? Il mister ti schiera in qualsiasi ruolo, vuol dire che ha mota fiducia in te?
Sono contento perché quando raggiungi la serenità a livello mentale è importante. Anche perché negli anni scorsi facevo due giorni di allenamento e due ero sul lettino, anche mentalmente cerchi di capire come mai…invece quest’anno ho più sicurezza e fiducia, sono contento perché per un allenatore è importante avere giocatori che sappiano districarsi in più ruoli”.

In serie A chi è l’attaccante più difficile da marcare?
Ibrahimovic. Ho la fortuna di giocarci in squadra e me lo tengo stretto, perché così almeno non ci gioco contro”.

Il difensore che ammiri di più oltre i tuoi compagni di squadra?
Per quello che ha fatto vedere quest’anno, dove ha stupito tanti addetti ai lavori, dico Andrea Barzagli. Ha fatto una grande stagione e mi piace il suo atteggiamento, un ragazzo di poche parole e mai sopra le righe. E’ un giocatore che dà sempre il suo contribuito e si mette sempre a disposizione dell’allenatore”.

Milan-Juve, sarà duello fino alla fine, ti aspettavi una squadra così competitiva?
Fin dall’inizio si capiva che qualcosa era cambiato alla Juve. L’allenatore ha cercato di trasmettere quella grinta che negli anni avevano perso. Venivano da stagioni difficili, hanno riazzerato il tutto e ovviamente stanno facendo un grande campionato. Ma non dimentichiamo quello che ha fatto il Milan negli ultimi due anni. Numericamente se andiamo a vedere i punti che abbiamo accumulato nelle ultime due stagioni sono qualcosa di eccezionale”.

Ora cosa serve per arrivare fino alla fine senza lasciare punti preziosi per strada?
Nessuna partita è facile, lo abbiamo provato sulla nostra pelle nella gara in casa con la Fiorentina. La sosta ha permesso a molti giocatori di rifiatare un po’ e provare lavori personalizzati, cosa che nell’ultimo mese non siamo mai riusciti a fare giocando ogni tre giorni. Abbiamo tutto perché queste sei partite che mancano risultino decisive a nostro favore. Dipende sempre da noi, meglio non guardare gli altri”.

Fonte: Milannews.it

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Giornalista pubblicista nato a Moncalieri il 9/7/86, vive a Formia (LT). Vicedirettore di MondoPallone, telecronista, opinionista e co-conduttore del programma #FuoriGGioco. Adora il calcio estero e la NBA. Email: miannotta@mondosportivo.it