MISTERO

Si è conclusa da poco, presso l’istituto di medicina legale di Pescara, l’autopsia sulla salma di Piermario Morosini, lo sfortunato calciatore morto in campo sabato scorso al 31′ del primo tempo della sfida tra il suo Livorno e la formazione bianco azzurra di casa. L’esame, svolto dal medico legale Cristian D’Ovidio, dalla tossicologa Simona Martello e dalla dott.ssa Cristina Basso, perito di parte della famiglia Morosini, è durato circa 6 ore.

I risultati ufficiali dell’autopsia si sapranno solo tra 60 giorni, ma da quanto si è appreso, a stroncare la vita del giovane calciatore non sarebbe stato né un’aneurisma né un infarto. “Non ci sono situazioni macroscopiche evidenti che ci permettano di determinare la morte del ragazzo. Ora sono necessari ulteriori approfondimenti anche di carattere tossicologico”, queste le prime dichiarazioni del dottor D’Ovidio all’uscita della sala dove è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Morosini.

Restano misteriose al momento, dunque, le cause della morte del giovane, anche se l’attenzione dei medici sarebbe concentrata sull’accertamento di difetti cardiaci come alterazioni strutturali dell’organo e su difetti genetici che coinvolgono la conduzione elettrica del cuore, come viene spiegato sul sito della “Gazzetta dello Sport”.

Intanto, da informazioni raccolte dall’ANSA, i funerali del venticinquenne si svolgeranno giovedì mattina nella parrocchia di Monterosso a Bergamo. Il feretro di Morosini passerà prima da Livorno, dove potrà essere omaggiata dai suoi tifosi.

 

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.