Il profeta Brandao: “Sapevo che avrei segnato”

Evaeverson Lemos da Silva, più comunemente Brandao. Un nome amaro per gli interisti, un volto terrificante. Gettato nella mischia da Didier Deschamps durante gli ultimi minuti di Inter – Marsiglia, l’attaccante brasiliano ha gelato San Siro con una rete decisiva per le sorti dei francesi. Rientrato nel gruppo dell’ex juventino dopo un prestito in patria, a causa della maledetta saudade, il killer del martedì sera ha dimostrato di non aver perso il vizietto del gol.

Del resto le sue doti risultavano ben chiare sin dalla prima stagione nella Ligue 1: venticinque presenze e quattordici sigilli all’esordio in Europa rappresentano un bottino niente male. Brandao dimostra però di possedere anche delle doti da veggente; interrogato sulla magica nottata, risponde così: “Sapevo di scendere in campo solo per pochi minuti, ma ero certo di segnare. Quando il mister mi ha detto che toccava a me, gli ho risposto “ok, vado e segno”. Sembrava convinto delle mie parole, tanto che mi ha guardato speranzoso. Così è stato: sono felicissimo, per noi si tratta di una qualificazione storica”.

Il sudamericano riconosce poi l’importante contributo offerto dal portiere Mandanda: “Le sue parate ci hanno fornito il giusto entusiasmo per riuscire nell’impresa. E’ bravissimo, un portiere eccezionale. Abbiamo avuto la fortuna dalla nostra parte, inutile nasconderlo, ma se ci ritroviamo nei quarti vuol dire che meritatavamo tutto ciò”.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.