Ciclone Denis, Romagnoli rovina Milan-Juventus. I promossi e i bocciati della 25a giornata di Serie A

L’Atalanta travolge la Roma e ritrova i gol del Tanque, che affonda Luis Enrique con una tripletta. Nel pareggio avvelenato di San Siro tra Milan e Juventus pesano gli errori del guardalinee Romagnoli, su tutti il gol di Muntari non visto.

TOP

German Denis: non aveva ancora segnato nel 2012, ne ha fatti tre in un colpo solo. Sfrutta con cinismo le enormi praterie gentilmente concesse dalla difesa troppo ariosa di Luis Enrique. Il Tanque si diverte, è il caso di dirlo, proprio come se fosse un bambino al parco. Prima tripletta italiana per l’argentino, che sale a quota 15 centri stagionali.

Luis Muriel: è lui l’artefice principale della risalita del Lecce di Cosmi. Dopo aver messo a soqquadro la difesa del Siena fa altrettanto con quella del Cagliari. Rompe l’equilibrio al Sant’Elia con un contropiede letale, nel finale di partita prima fa espellere Canini e poi serve un cioccolatino a Di Michele, che però spreca malamente. Un’ira di dio.

Ezequiel Lavezzi: se inizia a vedere anche la porta con una certa frequenza, sono dolori per tutti. Il Pocho chiude con un altro sigillo, il quarto in tre partite, la settimana più prolifica della sua carriera. Dopo aver messo in ginocchio il Chelsea assieme a Cavani, infligge un altro dispiacere alla sempre più disperata Inter di Ranieri trovando un angolo difficile sul contropiede innescato da Dzemaili. Un gol da grande campione qual è.

FLOP

Roberto Romagnoli: è stata una domenica da dimenticare per gli arbitri, pensando per esempio alle direzioni di Gava in Siena-Palermo e di Damato in Atalanta-Roma. Ma il peggiore in assoluto non è un arbitro, bensì un guardalinee. In Milan-Juventus l’assistente di Tagliavento, la cui prova resta comunque insufficiente, commette uno degli errori più marchiani che si siano mai visti, non vedendo, scusate il gioco di parole, il tanto chiacchierato gol fantasma di Muntari, con il pallone che oltrepassa di almeno mezzo metro la linea di porta prima che venga respinto da Buffon. Un errore che ha falsato e rovinato la partita più attesa, con conseguente nervosismo dentro e fuori dal campo. Dulcis in fundo, sbandiera un fuorigioco inesistente a Matri negando, o per meglio dire posticipando di qualche minuto, il pareggio dei bianconeri. Una sorta di compensazione, se così possiamo chiamarla, per il Milan che rende ancora più negativo il giudizio sul suo operato.

Leonardo Bonucci: era l’anello debole della difesa a tre di Conte e a San Siro l’ha palesato in maniera fin troppo evidente. Sul gol di Nocerino, come si suol dire, ne combina più di Bertoldo. Con un errato disimpegno consegna la palla al centrocampista rossonero, poi devia fatalmente per Buffon la conclusione da fuori area. Insicuro e preso sovente d’infilata anche per il resto di partita, ha confermato la sua modesta caratura a certi livelli.

Luis Enrique: non ci siamo proprio. Il suo progetto subisce l’ennesimo ridimensionamento nella sfortunatissima trasferta di Bergamo, nata sotto i peggiori auspici con l’ammutinamento di Kjaer e soprattutto De Rossi per motivi disciplinari. Già priva di Totti, la Roma ha accusato l’assenza dell’altro suo uomo guida e si è facilmente concessa all’Atalanta, che ogni volta che attaccava affondava come la lama nella burrosa difesa giallorossa. La settimana che porta al derby è iniziata con il peggiore degli incubi.

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Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 12 agosto 1979, è laureato in Scienze Politiche. Collaboratore di Sportitalia, in passato ha collaborato con siti e giornali sportivi ed è stato il responsabile della sezione calcio del sito di Eurosport.