Inter-Milan, storia di scarti riciclati

A volte, il mercato dei calciatori è un po’ come lo scambio delle figurine tra amici, quell’allegro baratto che, almeno una volta nella vita, la maggior parte degli appassionati del gioco del pallone hanno intavolato, magari quando si è ragazzi, magari continuandolo da adulti. “Ti do questa e tu in cambio mi dai quest’altra” oppure “queste tre per l’attaccante della mia squadra”: sembra di sentirle le classiche formule magiche di questo tipo di trattative.

Inter e Milan hanno messo in piedi tutta una serie di trattative, o se vogliamo rimanere in ambito delle figurine, scambi tra calciatori che ha portato un buon numero di atleti a cambiare squadra, rimanendo nella stessa città, ma cambiando sponda del Naviglio. Certo, trattative tra le due maggiori società lombarde ci sono sempre state: Aldo Serena e Fulvio Collovati negli anni ’80 furono tra i precursori del calcio recente.

Poi, a partire dagli anni 2000, gli scambi di giocatori tra i due club hanno subito una brusca accelerata, che alla luce della rivalità tra le due compagini potrebbe apparire alquanto bizzarro. In principio furono Pirlo e Seedorf per Guglielminpietro e Coco: scambio alla pari, si disse. Sappiamo tutti come andò, con i primi due che contribuiscono da protagonisti alle maggiori vittorie dei rossoneri e gli altri due, invece, che, nella maggior parte dei casi, venivano visti solo agli allenamenti dei nerazzurri.

Altro capitolo è lo scambio Simic-Umit Davala: certo, non due spade, ma a conti fatti l’innesto in casa Milan del croato fu più positivo rispetto a quello del turco nella squadra dei cugini. Capita l’antifona, cominciò l’era dei prestiti o degli scambi onerosi, fatti di plusvalenze e minusvalenze, parole strane che ai più non interessano, ma che sono fondamentali nelle strategie finanziarie dei club.

Uno dei casi più significativi fu quello di Tomas “Tommasino” Helveg, danese ex Udinese pagato dal club berlusconiano 6 milioni di euro, che dopo alcune buone prestazioni al Milan fu girato in prestito indovinate a chi? All’Inter naturalmente. Solita comparsata, visto che il biondo difensore il campo lo vedeva a stento. L’elenco può essere allungato con i vari Domoroud (!), West, Vieri e, naturalmente, i due casi più eclatanti del recente passato: Zlatan Ibrahimovic e Leonardo; ma questi ultimi due sono, rispetto a quelli citati finora, due fuoriserie.

Tutta questa introduzione lunga ed anacronistica per celebrare l’ultimo degli scarti interisti, rigenerati dalla cura Milanello: Sulley Muntari, ghanese, epurato dal mercato di gennaio del club di via Durini e subito in goal nel suo esordio dall’altra sponda del Naviglio. Ora, il giocatore africano ha disputato sin qui una sola partita, anche se estremamente positiva, per cui è precoce dare giudizi sull’ennesimo cambio di casacca Inter-Milan, ma se il buongiorno si vede dal mattino e la leggenda è vera, benvenuto Sulley, ci sarà gloria anche per te.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.