È il Milan da Champions League! Arsenal annientato 4-0: Boateng, Robinho (x2) e Ibra puniscono i Gunners

Vigoroso, geniale, sorprendente: tre parole per descrivere il Milan di questa sera, tre parole che richiamano i marcatori odierni, i tre moschiettieri che con quattro stoccate hanno affossato l’Arsenal nell’andata degli ottavi di Champions League e regalato ai tifosi rossoneri una serata da mille e una notte. Vigoroso, prorompente, travolgente, come l’apporto in campo di Boateng; geniale, illuminante, incantevole, come le giocate di Ibrahimovic; piacevolmente sorprendente, inatteso, quasi da lasciare increduli, come la serata magica di Robinho, cui riesce tutto ciò che in questi mesi gli era stato criticato, ritrovandosi a realizzare una doppietta che fa ancora stropicciare gli occhi nel chiedersi se sia reale. 4-0 recita il tabellone di San Siro, quattro lucchetti che, se non blindano, quantomeno serrano a quadrupla mandata il portone che separa i Gunners dai quarti di finale, mentre spalancano quello rossonero.

COSÌ IN CAMPO – Ma andiamo con ordine partendo dalle formazioni: Allegri, come ormai capitato spesso, mischia le carte in tavola alla vigilia e poi smentisce tutti i rumors mandando in campo dal primo minuto Boateng, schierato dietro Ibrahimovic e Robinho. Sorprende anche la linea di centrocampo con il rientrante Van Bommel insieme a Seedorf e Nocerino. In difesa, il tecnico livornese decide di non rischiare Nesta, non al meglio, affiancando Mexes a Thiago Silva, con Abate-Antonini sugli esterni. In porta il ritorno di Abbiati. Wenger risponde con un 4-2-3-1 che vede Szczesny tra i pali, con Koscielny-Vermaelen centrali e Sagna-Gigges a completare il reparto arretrato. Davanti a loro, Song e Arteta, con Walcott, Ramsey e Rocisky più avanzati, dietro l’unica punta Van Persie.

IL MORSO DEL BOA – Pronti-via e sembra mettersi subito male per Allegri che si vede costretto a rivedere le sue strategie e a sprecare un cambio nelle prime fasi di gara per causa dell’infortunio di Seedorf, sostituito al 12′ da Emanuelson. Le preoccupazioni del coach rossonero ci mettono poco a diminuire: 3 minuti dopo, infatti, Boateng riceve una sponda di Ibrahimovic e, dall’interno dell’area di rigore, lascia partire un bolide che sbatte sotto la traversa e termina in rete. La reazione dell’Arsenal è pressochè inesistente ma, anzi, è ancora il Milan a spingere col piede sull’acceleratore alla ricerca del raddoppio.

SI SBLOCCA BINHO – I rossoneri sono padroni del campo con un Ibrahimovic che, in veste di rifinitore, si diletta a servire assist smarcanti ai compagni, fermati però in più di un’occasione dall’assistente che li segnala in fuorigioco. Il gol è comunque nell’aria e alla prima azione in cui la bandiera del collaboratore dell’arbitro resta abbassata, il Milan passa: Ibrahimovic, servito al 37′ in sospetta posizione di offside, si invola sulla sinistra e, una volta arrivato sul fondo, mette al centro un pallone a mezza altezza per l’accorrente Robinho; il brasiliano, se pur poco avvezzo al gioco aereo, colpisce bene di testa, angolando il pallone che si insacca alla sinistra di Szczesny. Il primo tempo si chiude con un cambio obbligato per Wenger che, per infortunio, sostituisce Koscielny con Djorou e con uno scontro di gioco tra Nocerino, servito da un altro assist di Ibra, e l’estremo portiere dell’Arsenal.

ROBINHO CI PRENDE GUSTO – Il secondo tempo si apre con un altro cambio operato da Wenger: il tecnico francese si gioca il jolly Henry, al posto di un deludente Walcott, alla ricerca di quel gol che riaprirebbe le sorti del doppio confronto. Chi si aspetta però un Arsenal diverso e con più rabbia viene subito smentito: la squadra londinese, infatti, rientra in campo come ne era uscita; con queste premesse non sorprende che sia ancora il Milan, al 49′, a trovare la via del gol, con Robinho che, da fuori area, trova l’angolo buono fulminando, con una rapida conclusione, Szczesny per la terza volta.

RISVEGLIO ARSENAL? – A questo punto vengono fuori i Gunners, forse più per merito del Milan che abbassa i ritmi e allenta la pressione: i ragazzi di Wenger tentano la reazione  arrivando al tiro in più di un’occasione. Il Milan di questa sera, però, non ha punti deboli: Abbiati, inoperoso fino a quel momento, risponde sempre presente, superandosi sulla bella conclusione di Van Persie, servito da Henry al 65′, e rispedendo al mittente le speranze di riaprire il discorso qualificazione.

FINALE – È l’ultima chiamata per l’Arsenal: Allegri non ci sta, non vuole sprecare il guadagno accumulato e, anzi, vuole ipotecare a Milano l’accesso ai quarti: striglia quindi i suoi che, fomentati dal proprio allenatore, ricominciano a macinare gioco e occasioni da gol sprecate. Così, tra l’ingresso di Ambrosini per Boateng e quello di Pato per un’acclamato Robinho, arriva anche il 4-0: a realizzarlo è Ibrahimovic, che manda al di là della linea di porta il rigore che si era precedentemente procurato, sfatando la nomea di giocatore poco incisivo in Europa con in dosso la maglia di una squadra italiana.

Il Milan, in una serata d’altri tempi, annienta l’Arsenal mettendo un piede e mezzo nei quarti di finale di Champions League. A San Siro finisce 4-0 per la squadra italiana: nella partita di ritorno, agli uomini di Allegri basterà mantenere alta la concentrazione per non vanificare l’enorme vantaggio accumulato e rientrare così, a distanza di cinque anni, tra le top 8 d’Europa.

TABELLINO

Milan-Arsenal 4-0 (2-0)

Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Mexes, Thiago Silva, Antonini; Seedorf (12′ Emanuelson), Van Bommel, Nocerino; Boateng (70′ Ambrosini); Ibrahimovic, Robinho (84′ Pato). All.: Allegri.

Arsenal (4-2-3-1): Szczesny; Sagna, Koscielny (44′ Djorou), Vermaelen, Gibbs (66′ Oxlade-Chamberlain); Song, Arteta; Walcott (46′ Henry), Ramsey, Rosicky; Van Persie. All.: Wenger.

Arbitro: Kassai (Ungheria)

Marcatori: 15′ Boateng (M), 38′ Robinho (M), 49′ Robinho (M), 79′ rig. Ibrahimovic (M)

Ammoniti: Mexes, Antonini e Ambrosini per il Milan, Djorou e Song per l’Arsenal

 

Condividi
Nato a Porto San Giorgio nel 1983. Perito informatico all’ITIS di Fermo ed ex arbitro FIGC. Polemico per natura e critico per vocazione: esperienza nel giornalismo, “in progress”; passione per lo sport, tanta. Email: fdscafa@mondosportivo.it