Il Siena continua a sognare, Pesoli salva un Napoli a due facce

Dopo la super sfida tra Milan e Juventus, continua la Coppa Italia con la semifinale tra Siena-Napoli, partita fondamentale per entrambe le squadre soprattutto dal punto di vista psicologico: il Siena continua a vivere il suo sogno e dopo aver conquistato per la prima volta nella sua storia la seminifinale in questo torneo, tenta il colpaccio contro il Napoli rinunciando anche a titolarissimi come Destro e Calaiò e schierando un 3-4-2-1 speculare agli avversari; Mazzarri schiera invece i titolarissimi per ritrovare il gioco mancato nelle ultime giornate di campionato e confermare le prestazioni mostrate nelle coppe, unico cambio è la rivelazione Pandev al posto del Pocho.

Il match inizia come ci si poteva aspettare: il Napoli fa la partita con un prolungato possesso palla, ma il Siena si arrocca e blocca il centrocampo azzurro con un pressing sfiancante che costringe spesso la squadra ospite a cercare il lancio lungo. Quando i bianconeri ripartono fanno sempre male alla retroguardia napoletana che pare molto incerta: già al 4′, infatti, Bogdani sfrutta un malinteso tra Cannavaro e De Sanctis che riesce comunque a risolvere con una tempestiva uscita sull’attaccante albanese. Il Napoli ci prova, trovando anche un Farelli piuttosto incerto sui tiri di Cavani e Gargano al 9′ ma non riesce a bucare l’ottima difesa senese, che sopperisce alle mancanze del proprio estremo difensore. Il Napoli continua a provarci ma con poca convinzione e inventiva, si ritrova quindi sorpreso quando al 42′ Mannini inventa un gran pallonetto per Reginaldo che, sfruttando l’ennesima incomprensione tra Campagnaro e De Sanctis, salta quest’ultimo e imbuca a porta vuota; Siena in vantaggio meritatamente. Prova a reagire il Napoli al 44′ con Cavani solo davanti a Farelli che si fa perdonare le incertezze precedenti con una grande parata, anche se era stato segnalato un fuorigioco rivelatosi inesistente alla moviola.

Il secondo tempo inizia come era finito il primo: con gli azzurri che controllano il match e i toscani che provano a rendersi pericolosi in contropiede. Iniziano le mosse degli allenatori con il primo cambio del match di Sannino al 51′: fuori Bogdani, dentro Larrondo; risponde Mazzarri giocandosi Lavezzi al posto di Aronica e passando al 4-3-3 spostando Hamsik a centrocampo, Pandev sulla destra e Lavezzi sulla sinistra. La squadra sembra reagire bene al cambio di modulo e inizia a mostrare del buon gioco anche grazie a un buon movimento delle punte. Di consequenza, però, la squadra di Mazzarri si scopre eccessivamente in difesa, come dimostrano le occasioni sprecate da Mannini al 54′ e 55′ che prima colpisce al volo, ma spedisce sul fondo, e successivamente impatta su Campagnaro un rigore in movimento servito da Angelo. Tuttavia Sannino è spaventato dal tridente offensivo azzurro e non vuole rischiare di perdere il vantaggio passando a un più difensivo 4-4-2. Il Napoli infatti fa subito paura proprio con il nuovo entrato Lavezzi che al 60′ con un tiro al volo sfiora il secondo palo e ammutolisce l’Artemio Franchi per un istante. Nel frattempo entra Brienza al posto di Mannini, ormai a corto di fiato ma convinto di poter continuare, ragion per cui avrà una breve discussione col suo allenatore. Discussione ammutolita dall’improvviso 2 a 0 realizzato da D’Agostino al 66′ proprio sul cross del nuovo entrato Brienza; ancora una volta va sottolineata l’ingenuità della difesa ospite che ,rientrando in ritardo, ha permesso ai toscani di creare superiorità numerica e trovare il tap-in. A questo punto scatta la reazione rabbiosa degli azzurri che cercano in tutti i modi di buttarla dentro, ma la porta senese è davvero stregata per la squadra di Mazzarri che sfiora il palo ancora una volta con Lavezzi, stavolta su calcio piazzato, e rimpiange l’opportunita sprecata con un colpo di testa di Cavani in seguito ad una imperfetta respinta di Farelli sempre su Lavezzi, clamorosamente respinto sulla linea da Belmonte. Negli ultimi minuti il Siena rifiata, il pressing sfiancante praticato fino alla metà del secondo tempo si fa sentire e il doppio vantaggio da eccessiva sicurezza; immediatamente il Napoli non perdona premendo nella metà campo dei toscani e trovando prima un palo all’85 con Cavani, poi un rocambolesco autogoal di Pesoli che devia nella propria porta il cross basso di Lavezzi e rimette in carreggiata gli azzurri nel minuto successivo; anche se la formazione di casa recrimina un fallo da ultimo uomo di Edu Vargas su Larrondo (subentrato a Pandev al 71′), che ha portato all’azione del goal. I minuti di recupero decretati dal quarto uomo sono cinque, e il finale è di quelli che inchiodano gli spettatori ai seggiolini: succede di tutto. Il Napoli continua a crederci e sfiora il goal in due occasioni: prima con la traversa di Campagnaro che aveva impattato bene, poi all’ultimo secondo Zuniga spreca il lancio di Lavezzi su punizione che lo trova solo in area davanti a Farelli, tirando a lato.

Partita dunque a due facce per il Napoli che dimostra di essere ancora la magica squadra dell’anno scorso, ma soltanto a sprazzi nel secondo tempo, mentre il Siena porta avanti la filosofia vincente di Sannino, che dimostra come il cuore e la corsa possano spesso sopperire alle mancanze tecniche, e far sperare alla formazione toscana di potersi superare ancora una volta.

Siena: Farelli; Pesoli, Contini, Belmonte; Angelo, Mannini (62′ Breinza), Gazzi, Rossi; D’agostino, Ferreira (70′ Reginaldo); Bogdani (50′ Larrondo). All.: Giuseppe Sannino

Napoli: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (57′ Lavezzi); Maggio Dzemaili (74′ Inler) Gargano Zuniga; Hamsik, Pandev (71′ Edu Vargas); Cavani. All.: Walter Mazzarri

Marcatori: 42′ Reginaldo; 66′ D’agostino; 86′ Pesoli (Aut.)

Ammoniti: Mannini, Rossi, Campagnaro, Pandev.

Condividi
Nasce il 29 giugno 1994, giusto in tempo per "vedere" la Juventus vincere il suo 23° titolo. Ha collaborato con il quotidiano locale Il Tirreno e segue calcio, tennis e vela quando possibile.