Caro mister Allegri, spero che ora lo farai giocare

Il Milan visto ieri sera nella semifinale di andata della Coppa Italia 2012 è apparso a molti come una squadra stanca, statica, con poche idee e che si è basata più che altro sugli spunti (pochi in verità) dei singoli. Di fronte, l’organizzazione tattica, l’aggressività e la corsa, tanta corsa, di una Juventus che convince sempre più. Non a caso, Pirlo e compagni quest’anno sono andati già due volte a “San Siro” e in entrambe le occasioni hanno riportato a Torino prima lo scalpo dell’Inter e ieri quello del Milan. Mica male per una formazione che sta affrontando un anno di passaggio.

Certo, in casa rossonera la sconfitta brucia, eccome. Mister Allegri, per il secondo anno consecutivo, deve fare di necessità virtù: nove infortuni ad altrettanti importanti giocatori della rosa meneghina la dicono lunga sulle prestazioni in campo della formazione campione d’Italia. Tuttavia, la partita di ieri ha messo in mostra ancora una volta, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno, il talento di un ragazzino che spesso scalda la panchina del terreno di gioco milanese.

L’El Shaarawy visto in questo primo scorcio di anno deve giocare, caro mister Allegri, perché è giovane, perché ha corsa, perché ha inventiva, perché non fa parte del carrello dei bolliti sul quale possono accomodarsi diversi calciatori della tua rosa. Ora più che mai, ora che il caro Ibra c’è ricascato e che per almeno tre, forse due, partite se ne starà bello comodo in tribuna a vedere i suoi compagni sudare sul campo.

Attualmente il Piccolo Faraone è l’uomo più in forma dello sterile reparto offensivo rossonero di questo periodo e questo a prescindere dal goal di ieri sera. Con un Robinho che non la butta dentro nemmeno a porta libera e Maxi Lopez ancora come un pesce fuor d’acqua, il numero 92 appare come una sicurezza. Anche perché, se non è stato girato in prestito durante il mercato invernale significa che la società crede in questo talento e farlo giocare con continuità sarebbe un investimento prima di tutto per il Milan.

Luis Enrique docet, dunque. Largo ai giovani, crediamoci, caro mister Allegri. Tra parentesi, la settimana prossima a “San Siro” verrà una formazione che dei ragazzi ha fatto la propria miniera d’oro. Rispondiamo anche noi italiani una volta ogni tanto.

 

Condividi
Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.