Roma, piccoli “lupacchiotti” crescono

Dopo un inizio di stagione decisamente disastroso, la Roma del nuovo corso Luis Enrique si sta trasformando da brutto anatroccolo in cigno. Gli ultimi risultati confortanti in campionato, ma soprattutto un impianto di gioco che finalmente sembra rispecchiare la filosofia calcistica del tecnico spagnolo, stanno facendo ricredere i molti detrattori dei giallorossi.

Certo, quando si inizia un nuovo progetto vanno messe in preventivo difficoltà iniziali. Proprio queste ultime hanno rappresentato il male maggiore di una squadra che, eliminata nel primo turno preliminare dell’Europa League, si stava plasmando su presupposti che dire nefasti poteva sembrare un eufemismo.

Invece, la pazienza e il metodo del mister di Gijon e la fiducia incondizionata della dirigenza capitolina, nuova anch’essa, stanno cominciando a dare i loro frutti. Il 5-1 di sabato scorso, con cui i romani hanno affondato il mal capitato Cesena, è solo l’ultima di una serie di prestazioni convincenti, fatta eccezione, forse, solo per l’annacquata gara di Catania dove la Roma ha rischiato di perdere.

Facile sarebbe parlare del contributo dei “grandi”, di coloro che, dopo anni di militanza nella formazione che fu dei Sensi, conoscono bene l’ambiente giallorosso e, di conseguenza, hanno sempre dato una mano alla causa romanista. Si parla dei vari Totti, del ritrovato Taddei, di Juan, di capitan futuro De Rossi.

Qui, però, si vuol dare il merito a quei giocatori arrivati forse in sordina, ma che stanno contribuendo in maniera certa alla crescita della squadra. Ecco allora che Lamela, Pjanic, Borini e Greco, che della Roma era già, stanno rappresentando validi acquisti, ottime pedine su cui fare affidamento. In più, la loro giovane età aggiunge valore alle loro prestazioni, senza dimenticare l’apporto di altri nuovi, come Gago, Stekelenburg e l’eterna promessa Rosi.

Dopo un normale periodo di ambientamento, i nuovi “lupacchiotti” stanno partecipando ottimamente al progetto tecnico messo in piedi da Luis Enrique. Uno dei più positivi è sicuramente Miralem Pjanic. Classe 1990, l’ex Lione è arrivato questa estate dalla società francese, voluto fortemente dal nuovo allenatore. Schierato subito titolare, il bosniaco si sta rivelando uno dei cervelli del centrocampo giallorosso. Duttilità e classe lo rendono, partita dopo partita, una delle note positive della Roma di quest’anno. In più, i due goal siglati finora e un buon numero di assist dimostrano l’utilità del ragazzo anche in fase realizzativa.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.