Milan, quanti dubbi su Emanuelson

Minuto 20 del secondo tempo del derby di ieri sera tra Milan e Inter. Sostituzione per i rossoneri, già sotto del goal di Milito che deciderà l’incontro: esce Zambrotta ed entra Robinho. Decisione tattica di mister Allegri, certo; ma quel che si vuole sottolineare qui non è tanto l’avvicendamento tra l’italiano ed il brasiliano, quanto il conseguente degradamento di un altro calciatore milanista che già era in campo: Urby Emanuelson.

Schierato a sorpresa nella formazione titolare, ieri mister Allegri, che evidentemente vede in questo giovane olandese una preziosa pedina all’interno dello scacchiere milanista, è tornato sui suoi passi, declassando il numero 28 dall’iniziale posizione di trequartista a quella di terzino sinistro. Un ruolo, in realtà, che il venticinquenne mancino di Amsterdam ha da sempre ricoperto, sin dai tempi dell’Ajax. Ebbene, viene da chiedersi: qual è la collocazione precisa in mezzo al campo di questo ragazzo? E, cosa più importante, è davvero un giocatore utile alla causa milanista?

Emanuelson, lo ricordiamo, è stato acquistato dalla società di via Turati esattamente un anno fa, durante una sessione di mercato invernale prolifica per il Milan, visto che a Milanello, oltre al laterale erano arrivati Van Bommel e Cassano, due elementi rivelatisi utilissimi alla conquista del diciottesimo tricolore dei meneghini. Il giovane Urby era stato accolto come un importante investimento per il futuro: un po’ terzino e un po’ ala, si diceva di un calciatore presentato ai tifosi come uno che la fascia mancina la bruciava. Un po’ alla Serginho per i più nostalgici.

In realtà, partita dopo partita l’olandese non è sembrato ricalcare i fasti del suo illustre predecessore, tanto che Allegri è arrivato sempre più spesso a snaturarlo, imponendolo quasi nel nuovo ruolo di trequartista; posizione che, in realtà, non ha aggiunto niente di nuovo alla magra impressione che l’Orange ha dato sin qui del suo valore. Forse il tecnico toscano che lo vede ogni giorno in allenamento lo vede meglio lì che sull’out mancino, ma Emanuelson, dopo quasi un anno di permanenza in rossonero ancora non ha dimostrato nulla di concreto.

Eppure, spesso il ragazzo rappresenta il primo cambio all’undici titolare che scende in campo sia in campionato che in Champions. Tuttavia, nelle sue quasi 40 partite disputate sin qui in rossonero, Emanuelson non ha mai inciso in maniera profonda. Lo vedi correre su e giù per il campo, ma mai con quella leggiadria e quello spunto che possa mettere in difficoltà l’avversario, sempre un po’ timido, sempre un po’ timoroso.

Forse mister Allegri lo tiene molto in considerazione per la sua, presunta, duttilità tattica; ciò nonostante, anche la dirigenza milanista, forse, comincia ad avere dubbi su un acquisto che certamente ha dato meno di quanto ci si potesse aspettare, dato che il buon Urby veniva considerato come uno dei migliori prodotti della cantera di una società come l’Ajax, club che da sempre punta sulla valorizzazione dei suoi giovani prodotti.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.