Il Napoli ringrazia la follia di Perez. Finisce 1-1 al San Paolo


Perdono Milan e Udinese, pareggia la Juventus, ma il Napoli manca l’ennesima occasione di colmare il gap con le prime. Un Bologna corsaro, blocca gli azzurri in una gara giocata male dagi partenopei.

LE FORMAZIONI – Napoli (3-4-2-1): Gli azzurri hanno la grande occasione di sfruttare il passo falso di Milan, Juve e Udinese. Il Napoli ha tutte le intenzioni di non lasciare punti ai felsinei tra le mura amiche e schierano la migliore formazione possibile. Tra i pali spazio a De Sanctis; difesa a tre con Cannavaro, Aronica e Campagnaro; centrocampo a quattro uomini con Maggio, Dossena, Inler e Gargano; Cavani, prima punta, sarà supportato da Hamsik e Pandev.

Bologna (3-4-1-2): Sicuramente a bocca aperta coloro che avevano pronosticato i rossoblù chiusi in un catenaccio ultra-difensivo, con Pioli che opta per un modulo molto simile a quello proposto dal collega toscano alla guida dei partenopei. In porta Gillet, estremo difensore di una retroguardia completata da Raggi, Cherubin, Antonsson; centrocampo a quattro con Pulzetti e Morleo sugli esterni, mentre Perez e Mudingayi agiranno da centrali; l’estroso Taider, a sorpresa, supporterà le punte Di Vaio e Acquafresca.

NAPOLI ARREMBANTE, MA PASSA IL BOLOGNA – Gli azzurri partono subito fortissimo e la partita non nega certo emozioni ai tifosi di entrambe le squadre. La prima vera palla gol arriva però al nono, con Hamsik liberato a tu per tu con Gillet, che riesce a neutralizzare il destro dello slovacco con una strepitosa uscita bassa. Mentre i padroni di casa sembra in controllo del match, ecco arrivare la doccia fredda: la linea difensiva del Napoli resta immobile quando Pulzetti gioca un pallone filtrante per Acquafresca, abile a stoppare tutto solo al centro dell’area e battere di destro l’incolpevole De Sanctis. Bravo l’attaccate felsineo, ma dilettantesco l’errore di Campagnaro sulla segnatura ospite.

REAZIONE CONFUSA DEGLI AZZURRI – Gli uomini di Mazzarri cercano di riprendersi dopo un avvio choc, ma la reazione partenopea è confusa e le azioni si sviluppano senza la sufficiente lucidità, costantemente vincolate alla ricerca dei colpi di classe dei suoi uomini migliori. La partita poteva avere una svolta improvvisa al venticinquesimo, quando Pulzetti rifila una manata sul volto di Cavani in piena area, senza però trovare il fischio di Brighi. Il fischietto cesenate non sembra certo optare per una direzione casalinga e lo si capisce al trentatreesimo, quando non concede un corner grande come una casa su tiro nello specchio della porta di Hamsik, sul quale si è immolato il forte Antonsson. Sul finire di primo tempo è degna di nota la conclusione a giro di sinistro di Pandev, che scarica a rete dopo aver ricevuto da Inler, bravo in percussione centrale.

LA PAUSA NON SVEGLIA IL NAPOLI – Il secondo tempo inizia come è terminato il primo: c’è il Napoli intenzionato a rimettere in piedi la gara, il Bologna attento e pronto a ripartire, ma azioni sempre confuse e tanti, tantissimi errori in impostazione. La confusione, come detto, regna sovrana ed è emblematico quanto avviene al nono: Pandev, leggermente trattenuto da Morleo a mezzo metro dalla linea di porta, non riesce a deviare in rete per una questione di millimetri, sotto gli occhi stupiti e tendenti al disperato dei supporters di casa.

FOLLIA PEREZ – La partita appare ormai stregata per gli azzurri, apparentemente incapaci di riprendere in mano le redini del gioco, ma quando pare ormai possibile la vittoria del Bologna, ci pensa Perez (fino a quel momento tra i migliori del Bologna), con un colpo di mano inopportuno e inutile, a causare il rigore che Cavani realizza e che rimette in corsa i padroni di casa. Il Bologna perde la testa e mentre Pulzetti resta a terra infortunato, Morleo abbatte Maggio sotto gli occhi del guardalinee che ritiene giusto non sbandierare. Il forcing del Napoli è impressionante, ma gli attacchi sterili e infruttuosi, incapaci di spaventare Gillet. In pieno recupero il Napoli gioca schierando contemporaneamente cinque attaccanti ed è il Bologna a sfiorare il colpaccio, con un Ramirez ispiratissimo dal momento del suo ingresso in campo, che per due volte serve palle d’oro a Di Vaio, incapace di concretizzarle.

TRIPLICE FISCHIO – Il Bologna gioca la sua partita, trova il gol e mette in serissima difficoltà il Napoli che, sulla carta, avrebbe dovuto vincere con facilità, sopratutto visto che i felsinei sono venuti a giocare a viso aperto con un modulo offensivo e in grado di dare agli azzurri gli spazi necessari per le loro letali ripartenze. I padroni di casa soffrono la scarsa vena del loro reparto arretrato, spesso in affanno, oltre alla scarsa vena di Cavani e alla giornata “no” di Hamsik, autore di una prestazione davvero scadente. Il tasso tecnico del collettivo guidato da Mazzarri ha il potenziale per giocarsela con chiunque, ma è la tenuta mentale a preoccupare, visti i tanti punti persi dagli azzurri quando si trovano al cospetto di avversari di inferior lignaggio.

MIGLIORE IN CAMPO

Gaby Mudingayi, voto 7
Il centrocampista bolognese è stato spesso e volentieri accostato al Napoli e il suo nome spunta immancabilmente tra le trattative azzurre ad ogni sessione di mercato. Mudingayi gioca una partita molto concreta, sempre al posto giusto, senza lesinare interventi decisi, capaci di intimorire e oscurare la prestazione di Inler, sulla carta giocatore di altra categoria.
LE PAGELLE – Napoli: De Sanctis 5,5 – Aronica 5 – Cannavaro 5,5 – Campagnaro 4 (dal 55′ Zuniga 6,5) – Maggio 5 (dal 82′ Vargas) – Dossena 6,5 (dal 88′ Lucarelli, s.v.) – Gargano 6 – Inler 5 – Pandev 6,5 – Hamsik 4,5 – Cavani 6,5.

Bologna: Gillet 6,5 – Raggi 5,5 (dal 71′ Crespo) – Antonsson 7 – Cherubin 6 – Pulzetti 5 (dal 74′ Garics s.v.)- Morleo 6 – Mudingayi 7 – Perez 5,5 – Taider 6 – Di Vaio 5,5 – Acquafresca 7 (dal 71′ Ramirez 6,5.).

Marcatori: 14′ Acquafresca (B), 71′ Cavani (N)

Ammoniti: 35′ Mudingayi (B), 65′ Morleo (B), 76′ Cherubin (B), 79′ Di Vaio (B), 88′ Dossena (N)

Arbitro: Brighi di Cesena, coadiuvato dai Sig.ri Tonolini, Padovan e Pinzani.

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Nato a Salerno il 19 luglio 1982, cerca di vivere il calcio in ogni modo: scrivendone, praticandolo e allenando squadre giovanili. Da quasi un anno è inoltre presidente di una squadra amatoriale di calcio a Milano.