Edu Vargas, male la prima. Lavezzi: “È forte, ha bisogno di tempo”

In questi casi, di solito, si dice “buona la prima”. Il 13 gennaio 2008, esattamente quattro anni fa, a San Siro faceva il suo esordio nel calcio italiano un ragazzetto gracilino e magro che sfoderò subito una prestazione monster contro il Napoli guidato allora da mister Reja.

Goal all’esordio, dribbling funambolici e giocate a sensazione erano stati il biglietto da visita dell’appena maggiorenne Pato. “Buona la prima”, appunto, in quell’occasione alla quale, come sappiamo, sarebbero seguite una lunga serie di “buone”.

Ieri, 12 gennaio 2012, a quattro anni di distanza da quella serata, è andata in scena un nuova “prima” nel calcio nostrano. Lo scenario, stavolta, è stato il San Paolo di Napoli, protagonista un altro giovane sudamericano, meno gracilino rispetto all’allora diciottenne Papero, ma ugualmente atteso da un popolo, quello napoletano, in fibrillazione per la sua nuova stella. Sembrava tutto pronto per Edu Vargas, vice Pallone d’oro del Sudamerica, strappato a suon di milioni di dollari alla concorrenza.

Invece, la sua “prima” in Italia si è trasformata per il giovane cileno in una serata certamente da dimenticare. Spaesato e apparso non a proprio agio con i compagni, il calciatore non ha dimostrato nemmeno in minima parte il suo valore. Sostituito alla fine del primo tempo, il numero 16 partenopeo si è reso, per sua sfortuna, protagonista involontario del goal del Cesena, avversario di turno degli azzurri.

“Male la prima”, dunque, per Vargas; ma il tempo si sa è galantuomo e concede la possibilità di rifarsi. Parole di elogio per il compagno sono arrivate dal Pocho Lavezzi, uno che quel 13 gennaio di quattro anni fa era in campo al battesimo italiano di Pato. Dalla sua pagina Twitter, l’argentino difende il nuovo compagno di squadra, affermando che: “Edu è forte, però dovete stare tranquilli ha bisogno di tempo, noi come compagni cercheremo di aiutarlo a dimostrare la sua potenzialità!!”.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.