Roma, ma che fai?

Ci eravamo lasciati con lo scintillante successo di Bologna, con una squadra che dava continuità al colpaccio del San Paolo e riusciva anche ad incantare per il bel gioco. Le premesse per una grande Roma versione 2012 c’erano tutte, e ci sono ancora, per carità. Ciò che lascia perplessi, però, è la strategia con la quale il mercato di riparazione giallorosso ha avuto inizio: Borriello e probabilmente Pizarro, dopo Vucinic, alla Juventus e un ipotesi di clausola rescissoria nel nuovo contratto di Daniele De Rossi fissata a 25 milioni. Non va bene, spieghiamo il perché.

Marco Borriello, uno degli attuali centravanti italiani più forti e completi, il giudizio è quasi unanime tra gli addetti ai lavori. Il napoletano, 17 reti nella passata stagione pur giocando in pratica fino a febbraio, è stato accantonato nella gestione Luis Enrique: minutaggio esiguo e scarsa considerazione nelle nuove alchimie tattiche di Trigoria. Un grande mistero, accentuato dal fatto che il bel Marco, ogni qual volta è stato chiamato in causa, ha sempre sputato sangue per la maglia; è sembrato strano a tutti, tanto è vero che i vari allenatori che si accingevano ad affrontare la Roma di settimana in settimana spesso si interrogavano dubbiosi in conferenza stampa. “Ma perché Borriello non gioca”? Non rientrava negli schemi del tecnico asturiano, nel cui tridente offensivo il ruolo di centrale è occupato da capitan Totti, quasi in una nuova versione da trequartista, e gli altri due posti sono assegnati a Lamela e Osvaldo che devono partire molto larghi, accentrarsi, scambiarsi le posizioni e, novità delle ultime giornate, offrire il loro apporto in fase difensiva. Caratteristiche stridenti con le qualità di Borriello. Considerando il tutto, la cessione può starci al fine di non relegare un calciatore così importante al ruolo di semplice comprimario, quello che nessuno capisce è la scelta di andare a rinforzare nuovamente la Juventus. La compagine bianconera dovrebbe essere guardata come una rivale dalla dirigenza romanista, invece le si concedono a prezzi comodissimi Vucinic, Borriello e, come sembra, Pizarro. Un controsenso incredibile rispetto al progetto sbandierato ai quattro venti da Di Benedetto e Baldini. Ma la Roma quando imparerà a fare la grande?

Capitolo De Rossi, ci risiamo. La pazienza ha un limite, quella dei tifosi giallorossi è vicina all’esaurimento. E’ inutile sottolineare gli errori della precedente gestione, un campione  non può arrivare a scadenza, è oramai però lecito porsi una domanda: ma De Rossi ha davvero voglia di continuare ad essere il Capitan Futuro della squadra per la quale ha sempre tifato? Nessuno vuole pensare al contrario, la fiducia resta alta e le ultime voci danno il centrocampista di Ostia pronta a sottoscrivere un quinquennale. Solo che a questo infinito tourbillon si è aggiunta un’indiscrezione preoccupante, la quale ipotizza una possibile clausola rescissoria da 25 milioni di euro nel nuovo accordo tra la Roma e Daniele. Che quest’ultimo abbia deciso di andarsene ma vuol comunque far guadagnare dei soldi alla sua società? Se così non fosse ci stupiremmo tutti, regalare De Rossi per 25 milioni è una follia, considerando anche le clausole rescissorie che gli altri club pongono nei confronti dei rispettivi top player. Pensate solo che Thiago Alcantara può lasciare automaticamente il Barcellona in presenza di un’offerta da ben 90 milioni di euro. E’ come il bruco che una volta diventato farfalla ha paura di spiccare il volo, è come il topo che dal gatto sa solo sfuggire. E allora noi continuiamo a chiederci cosa questa Roma voglia fare da grande.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.