Messi-Neymar e un pezzetto di storia

Dopotutto, Barcelona-Santos è solo una partita. O no?

Beh, forse no, in effetti. C’è tanta storia passata nelle due compagini che si contenderanno lo scettro di Regina del calcio mondiale (almeno per un anno): pure se in epoche diverse, in Spagna ha giocato Maradona, in Brasile un certo Pelé. Solo che oggi il duello va in contemporanea: Messi contro Neymar, per capirci. Il Pallone d’Oro per eccellenza (due consecutivi a neanche 25 anni, ed è il miglior candidato per il titolo 2011) contro il candidato alla successione, forse, chi lo sa.
La finale era scritta: l’effetto-Mazembe è perlomeno raro, e poi lo scontro è di quelli epici. Chi è il più grande dei due? Stavolta possiamo dimostrarlo, o perlomeno possiamo ipotizzare chi dei due, in termini di valore assoluto, potrà diventarlo.

Un po’ di storia per capirci meglio: il Santos non è nuovo alla vittoria nell’Intercontinentale, ma l’ultima volta che ce l’ha fatta è stato nel 1963, e ci siamo già capiti su chi fosse il giocatore più rappresentativo a quei tempi. La cronaca parla di un doppio 4-2 con il Milan di Nereo Rocco, e di una “bella” vinta di stretta misura. Più facile era stato nel 1962, seppellendo il Benfica sotto otto reti (cinque per Pelé).
Il Barcelona, con questo stesso gruppo, ha vinto la sua unica Coppa del mondo per club (ora si chiama così) nel 2009, anche perché ha cominciato ad accumulare i massimi allori internazionali molto tardi (la prima Coppa dei campioni nel 1992, seguita poi dai trionfi del gruppo attuale nel 2006, 2009 e nel maggio scorso): in piena epoca-Messi.

Lionel messi che ha messo il suo sigillo (quello del vantaggio decisivo) in quel di Wembley, seguito poi dalla rete della sicurezza segnata da Villa: i migliori auguri al Guaje, che nella semifinale vinta per 4-0 contro l’Al-Sadd ha generosamente lasciato la tibia sinistra.
Meglio l’Al-Sadd o il Kashiwa Reysol? La seconda che ho detto, almeno a mio modesto giudizio. Quindi si può perdonare al Santos di avere preso un gol, e di averne fatto uno in meno? Ogni partita fa storia a sé, e domenica potrebbe esserci un bel pezzo di storia in campo. Perché, oltretutto, in semifinale Neymar ha segnato il suo 99esimo gol in carriera: ha iniziato a 17 anni, il 15 marzo 2009, contro il Mogi Mirim in una partita del Campionato Paulista. E adesso ha nel mirino un altro record, perché il centro numero 100 in finale sarebbe da incorniciare.

Sensazione personale? Messi è ancora il più forte. Neymar ha 90 minuti di tempo per cominciare a smentirci.

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Cofondatore e vicedirettore, editorialista, nozionista, italianista, esperantista, europeista, relativista, intimista, illuminista, neolaburista, antirazzista, salutista — e, se volete, allungate voi la lista. Email: plborgia@mondosportivo.it