Maxi Lopez: ci vuole calma, e sangue freddo…

L’attaccante del Catania, Maximilian Gastòn Lòpez, giunto in terra etnea nel Gennaio del 2010, ha incrinato da parecchio tempo ormai il feeling con l’ambiente rossazzurro. Nulla da dire sulle qualità tecniche della Galina de oro (cosi come è soprannominato l’ex Barcellona pr via del colore dei capelli e delle doti da rapinatore d’area di rigore), ma sul Maxi Lopez “professionista” adesso qualche dubbio sorge.

Dopo essersi fatto notare nei primi sei mesi con la maglia del Catania (11 gol in 17 presenze), l’argentino ha suscitato, come è normale che sia, l’interesse di importanti club europei e italiani. L’unica trattativa davvero concreta, però, è giunta sulla scrivania della società di via Magenta durante la scorsa sessione estiva di calciomercato, da parte della Fiorentina. Ed è da lì che Maxi ha cominciato a dare i primi segni di insofferenza. Si, perchè l’affare con il club viola era praticamente concluso, ma sono saltati fuori all’ultimo momento delle rogne tra le due società e l’operazione si è arenata, lasciando deluso il giocatore rossazzurro, che già pregustava l’idea di fare il salto di qualità raggiungendo Mister Mihajlovic (all’epoca alla panchina della Fiorentina, e che aveva allenato il centravanti biancoceleste l’anno prima a Catania).

Da allora in poi, il Maxi che il popolo catanese amava e che non si stancava di acclamare è sparito. Nella stagione corrente sono solo due le reti messe a segno dal giocatore, e il rendimento attuale si rivela spesso troppo scarso e poco incisivo.

Niente paura, direte Voi lettori, perchè c’è la carta Bergessio a fare da bomber. Eppure il problema rimane, perchè un Maxi nervoso, insoddisfatto è un male per lo spogliatoio, e rischia di compromettere gli equilibri nella squadra di Montella, che invece ha bisogno di tranquillità per centrare l’obiettivo salvezza, fondamentale per il club di Pulvirenti.

Il gesto di ieri, durante il match al Massimino contro il Chievo è un chiaro segnale di insofferenza del biondissimo giocatore del Catania: sotto per una rete a zero, la formazione rossazzurra guadagna un prezioso calcio di rigore che potrebbe rimettere in equilibrio il risultato. E invece i tifosi sugli spalti sono stati costretti ad assistere ad un siparietto non certo positivo: il primo rigorista del Catania, Francesco Lodi, si accinge a sistemare il pallone sul dischetto, mentre Maxi arriva con un altro pallone sottobraccio con l’intenzione di voler calciare lui, senza chiedere a nessuno, pensando solo a sè stesso e facendo nascere uno spiacevole litigio con il centrocampista ex Frosinone (oltre che suscitare le ire di Mister Montella), che, forse ditratto dalla situazione creata, sbaglia clamorosamente il penalty, come non gli succedeva dal lontano 2007.

A questo punto si potrebbe pensare che un atteggiamento simile da parte della Galina può essere positivo, perchè può significare attaccamento alla maglia, voglia di imporsi e far vincere la squadra. Si, certo. Oppure no? Quello che è sicuro, è che è sempre meglio evitare certi disgiudi tra compagni durante un match delicato come quello di ieri contro la formazione veneta, e lasciare da parte le arrabbiature e le insoddisfazioni personali. Altrimenti, ad essere lasciato da parte deve essere la fonte stessa di questi problemi (!).

La squadra etnea deve raggiungre il suo obiettivo,  deve scalare una montagna molto ripida.

Per fare ciò ci vuole calma, e sangue freddo.

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Nato a Catania il 10 giugno 1987, si è laureato in Scienze della Comunicazione a Bergamo, dove ha cominciato l’attività pubblicistica collaborando con Bergamo&Sport, Bergamosportnews.it e Itasportpress.it. Segue con passione il calcio a tutti i livelli.