Ronaldinho e Tevez: due campioni, due casi

Due campioni che tutti vorrebbero avere, due campioni che chi ha non vuole più. E’ la storia, dai contorni simili, di Tevez e Ronaldinho, ormai in procinto di separarsi dai rispettivi club: il Manchester City e il Flamengo. La storia dell’Apache è arcinota, da due mesi vive da separato in casa dopo l’incrinazione definitiva dei rapporti con Roberto Mancini e, di riflesso, con i compagni e con lo Sceicco Mansour, da quella sera del 27 settembre quando si rifiutò di entrare in corso d’opera nella già di per sé sfortunata trasferta di Champions League all’Allianz Arena con il Bayern Monaco. 

Messo fuori rosa, Tevez è scappato in Argentina dicendo di non voler più tornare. Le parole pronunciate da Roberto Mancini (“Credo che non rigiocherà più col Manchester City”) sono un po’ come il segreto di Pulcinella perché è lampante che nel mercato di gennaio Tevez cambierà aria. Da un lato c’è il Corinthians che farebbe carte false pur di riaverlo, dopo i precedenti felici trascorsi in Brasile di Tevez. Dall’altro c’è una città pronta ad accoglierlo: Milano, che sia sponda nerazzurra o rossonera. Il capoluogo lombardo sarebbe una destinazione particolarmente gradita all’argentino, come dimostra il blitz della scorsa primavera.

Il problema è che il City, nonostante l’abbondanza in attacco e la non allettante prospettiva di tenersi una ‘serpe in seno’, non lo svende. La scorsa estate per il suo cartellino ha chiesto a Moratti non meno di 40 milioni di euro, più o meno gli stessi pagati allo United due anni fa. E per la cessione in prestito, come vorrebbe il Milan, per adesso non ci sente. Un nodo spinoso, ma da quì a gennaio una soluzione dev’essere trovata per forza. E’ scontato che il futuro di Carlitos sarà lontano dall’Inghilterra, magari più vicino all’Italia di quanto non si possa immaginare.

Il caso Ronaldinho invece è esploso nelle ultime ore. A Rio (e sai che novità…) sono stufi delle notti brave, delle ore piccole in discoteca, e adesso che il Flamengo non è più primo grazie ai suoi gol e ai suoi assist, non gliene perdonano più una. Insomma, un film già visto e rivisto, un copione che al Barcellona e al Milan conoscono fin troppo bene. Inizio da star, tifosi in visibilio, poi l’incontrollabile smania del divertimento che inizia a limitare le sue prestazioni fino a renderlo impresentabile o quasi. Anche il finale sembra già scritto: Dinho con le valigie in mano, con destinazione Grecia. Secondo la stampa ellenica il principe Abdul-Aziz Al Saud, che sarà il prossimo proprietario del Panathinaikos, è pronto a investire 30 milioni per regalarlo ai tifosi del ‘trifoglio’. L’affare si potrebbe chiudere addirittura prima di Natale. Perché nonostante tutto su Ronaldinho, e anche su Tevez, c’è sempre chi è pronto a scommettere.

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Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 12 agosto 1979, è laureato in Scienze Politiche. Collaboratore di Sportitalia, in passato ha collaborato con siti e giornali sportivi ed è stato il responsabile della sezione calcio del sito di Eurosport.