Klose eterno trascinatore La Germania ne fa tre all’Olanda

Apre Müller, poi Klose – in grande spolvero, anche due assist per lui –  e Özil chiudono la pratica. La Germania batte l’Olanda, e dimostra di possedere qualità, incisività e soprattutto un gran carattere.
Deja vu – Ad Amburgo questa sfida sembra una storia già vista. Germania e Olanda si scontrano al Volksparkstadion della città nel nord del paese teutonico, proprio come era successo nella sera del 21 giugno 1988, quando qui si disputò la seminfinale degli europei proprio tra tedeschi e olandesi, con gli ospiti vincenti in rimonta e poi vittoriosi anche in finale contro l’Unione Sovietica. Il fascino di questa amichevole però non si basa sul solo passato, con entrambe le squadre già qualificate per la fase finale degli europei del 2012 e considerate quasi all’unaminità due delle candidate per la vittoria finale della competizione continentale.

Non si nasconde nessuno – Il valore dell’incontro si sente, e Joachim Löw e Bert van Marwijk, allenatori delle due nazionali, decidono di limitare il turnover, schierando i migliori effetivi a disposizione. Il tedesco ritrova in porta Manuel Neuer, che in settimana è stato vittima di un furto nella sua casa nella capitale della Baviera e decide di risparmiare Hummels, Götze e Gomez che hanno giocato nel weekend nella amichevole pareggiata contro l’Ucraina. Al centro dell’attacco per la Germania c’è un Miroslav Klose in grande spolvero, con Podolski, Özil e Müller a supporto. Il CT olandese costringe agli scongiuri i tifosi interisti schierando Wesley Sneijder dopo che un problema al polpaccio in allenamento aveva messo in dubbio la sua presenza. In avanti spazio ad una vecchia conoscenza del calcio italiano, Huntelaar, con il tridente che viene completato da Ryan Babel e Dirk Kuyt.

Inizio spumeggiante – La disposizione offensiva ed il calcio d’attacco, segni identificativi di tutte e due le squadre, regala una partita spumeggiante e brillante sin dai primi minuti, con i giocatori che chiaramente non si esibiscono con il freno tirato come succede in altre amichevoli tra nazionali, spesso viste come un inconveniente dagli addetti ai lavori. È già al primo minuto a rendersi pericolosa la Germania, con Klose che riceve palla da Podolski, punta il diretto avversario e lascia partire un destro dal limite dell’area che sfiora il palo della porta difesa da Stekelenburg. Non tarda ad arrivare la risposta olandese, con Huntelaar che, al terzo minuto, approfitta di un errore di controllo di Mertesacker per entrare in area, ma il suo tiro-cross sfila sul fondo senza trovare la gloria. Pochi minuti dopo è di nuovo l’olanda a spingersi in avanti, con una bella apertura di Strootman per Babel che si accentra e scarica su Sneijder, il cui destro si spegne di poco sopra la traversa

Sale in cattedra Klose – La Germania però non si lascia intimidire, e passa in vantaggio al quattordicesimo, con una bellissima apertura dalla trequarti da parte di Kross che trova Klose al centro dell’area Oranje, la sua sponda trova perfettamente Müller che di destro insacca. L’Olanda prova a scuotersi, e arriva vicina al gol al venticinquesimo, con Kuyt che non approfitta della libertà concessagli dalla difesa tedesca su un calcio d’angolo calciato da Sneijder calciando a lato. Sul capovolgimento di fronte i tedeschi raddoppiano, con un cross dalla destra di Özil che trova Miroslav Klose, libero di colpire di testa e lasciare di sasso il rivale romano Stekelenburg. L’attaccante di origini polacche si avvicina cosi a soli cinque gol dal record di gol in nazionale detenuto fino ad ora da un altro Müller, Gerd. Finisce così la prima frazione di gioco, con i padroni di casa in vantaggio per due reti a zero.

Continua a faticare Sneijder – Mentre Löw effettua la prima sostituizione della serata durante l’intervallo, facendo entrare Hummels per Badstuber, l’Olanda sembra dimostrare un calo di motivazioni e fatica a portarsi in avanti, con il faro della squadra, Wesley Sneijder, chiuso dalla gabbia tedesca, che non riesce a lasciare il segno sulla partita. La Germania invece rientra in campo con un atteggiamento più pragmatico, coprendo bene gli spazi e cercando la via della rete attraverso rapide ripartenze. La prima azione degna di nota del secondo tempo vede ancora protagonista Klose che riceve palla al cinquantaseiesimo da Kroos e lascia partire un tiro senza troppe pretese bloccato da Stekelenburg.

La Germania chiude la partita – Inizia poi la girandola dei cambi, divenuta ormai un must nelle amichevoli internazionali, e sono proprio due neo-entrati a prendere parte nella azione che porta al tre a zero tedesco. De Jong, entrato per Strootman da pochi secondi, sbaglia a valutare un pallone a centrocampo, permettendo alla Germania di ripartire in contropiede. Klose scambia con Götze, entrato anche lui da pochissimo per un Podolski in serata no, che serve Özil al limite dell’area, il pallone torna tra i piedi di Klose che accentra dal fondo per un semplice tap-in da parte proprio del regista del Real Madrid. Una contropiede letale che elimina qualsiasi speranza di rimonta per gli olandesi, che rischiano di subire lo strapotere teutonico per i rimanenti venti minuti del match. Unico segno di reazione per l’Olanda è un azione individuale di Van der Wiel che salta il diretto avversario in dribling e tira centralmente con il sinistro, para senza problemi Neuer. Nonostante questo, i tedeschi continuano a divertirsi e a divertire, controllando il possesso della sfera per maggior parte del finale di partita e cercando il quarto gol che vorrebbe dire umiliazione per i vice-campioni del mondo.

Standing ovation per Klose – L’allenatore tedesco Löw decide di concedere a Miroslav Klose la passerella quando, a dieci minuti dal triplice fischio arbitrale, sostituisce l’autore di un gol e di due assist facendo entrare in campo il prodigio del Borussia Mönchengladbach Marco Reus, proveniente da una serie di prestazioni condite da svariati gol nella Bundesliga. I cambi diventano quindi gli unici eventi degni di nota in un finale di gara dove i giocatori si preoccupano soprattutto di risparmiare energie per le partite con le rispettive squadre nel weekend, fino a quando l’arbitro, dopo due minuti di recupero, fischia la fine di un incontro dominato dalla Germania che sottomette un Olanda troppo arrendevole e poco motivata, nonostante un inizio di gara equilibrato fino al secondo gol tedesco, segnato dall’uomo partita, Klose, che spezza la gara e gli animi Olandesi.

 

Condividi
Dal 2002 vive a Monaco di Baviera, dove studia Americanistica e lavora per una compagnia di statistiche sportive, così può seguire i tornei giovanili e coltivare la sua passione più grande: individuare nuovi talenti. Email: lperuzzi@mondosportivo.it